LEZIONI DI PSICHIATRIA 3

“In modo naïf io pensavo che il mondo del pubblico fosse pieno di regole assurde, e che invece il mondo del privato fosse sufficientemente libero. In seguito ho scoperto che il mondo delle tasse, dei bilanci, dei libri da vidimare, è infinitamente più regolamentato ed oppressivo del pubblico; avendo solo e sempre lavorato per il pubblico non me n’ero accorto.

Il privato è infinitamente più vessatorio, più illiberale, più burocratico, più fiscale del pubblico che, per così dire, è ‘liberal’ se confrontato al privato. Questo evidentemente pesa nello scambio, perché ci si immaginava l’ingresso nella gestione privatistica dei servizi come la possibilità di adottare regole più flessibili: il fruire di una maggiore libertà, rispetto ad un pubblico dove c’era ad ogni passo il vincolo amministrativo, la delibera, il regolamento, il richiamo alla mansione e via dicendo.

Un’altra verifica deludente era via via data dal fatto che troppa gente saltava sul carro dell’impresa sociale per l’autovalorizzazione propria. Diventava come nel ‘socialismo reale’: chi fino a ieri aveva occupato ruoli subalterni veniva promosso dirigente da un giorno all’altro conservando la stessa mentalità e cultura.”

Franco Rotelli

Giovanna Gallio (a cura di) Io, la Clu. Conversazioni sull’essere e diventare cooperativa, edizioni e, Trieste, 1997, pag. 81-82.

4 thoughts on “LEZIONI DI PSICHIATRIA 3

  1. 05/12/2005

    Ehi, oggi questo blog del balordo Ceghe compie due anni. Auguri balordo, e mi raccomando sii polemico quando vuoi.

    Comi

  2. evviva la TAVa colugna!

    evviva rutelli e rotelli!

    evviva la castrazione chimica per la violentatrice scrova del nostro beneamato min. castelli

    evviva i castelli (quelli con le astuzie, però)

    salum da gigetto

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