8 MARZO

Nell’inverno del 1908, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte dell’opificio e imprigionò le scioperanti nella fabbrica alla quale venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie morirono, arse dalle fiamme.

Fu Rosa Luxemburg a proporre, in ricordo della tragedia, la data dell’8 marzo come giornata di lotta internazionale

27 thoughts on “8 MARZO

  1. Le Ore si schiera al fianco di Gigetto alle prossime elezioni

  2. sì le ho comprate e ho comprato anche Le Ore (che xe un bel giornal nesun lo pol negar)

  3. Gigetto e Teghe siete due spioni come Storace.

    X Ceghe: ma le ore l’hai comperato per te o per Francesca?

  4. e Gamberoni si schiera con tutto il suo dolce peso sulla TUA erezione

  5. W l’Italia:

    “Meglio fascista che frocio”. Così Alessandra Mussolini si è rivolta a Vladimir Luxuria a “Porta a porta”. All’insulto lanciato da Mussolini, Luxuria replica pronta: “Dopo il culattone di Tremaglia, il frocio della Mussolini. Grazie”. Ad innescare, quasi involontariamente, lo scontro è stato Antonio Di Pietro che, per primo, ha detto ad Alessandra Mussolini “sei fascista” ed ha ottenuto come risposta un “e io me ne vanto”.

    Il casus belli scoppia per una osservazione di Luxuria: “Chi si vanta di essere fascista mi preoccupa. Volete mandare al confino gli omosessuali?”, ha chiesto l’esponente del Prc. “Io mi preoccupo per chi brucia le bandiere italiane e grida 10, 100, 1000 Nassiryia”, replica Mussolini investendo Luxuria con una serie di “vergogna, vergogna, vergogna”. Per poi partire con l’affondo: “Si veste da donna e crede di poter dire quello che vuole. Meglio fascista che frocio”.

    E dire che il candidato di Rifondazione pensava di doversela vedere con il celodurismo leghista del ministro Castelli ed invece Vladimir Luxuria si è trovato di fronte la “furia” Alessandra Mussolini. La trasmissione è iniziata in salita. Si è partiti infatti con il benvenuto del ministro leghista: “Signor Guadagno”, dice Castelli rivolgendosi rivolgendosi al maschile al candidato Prc. “Se mi chiama il signore Guadagno per offendermi, non attacca”, cerca di bloccare Luxuria. “Non voglio offendere il signore, ma mi dica come chiamarlo: lui, lei…”, incalza l’esponente del Carroccio. Il candidato transessuale taglia corto: “Mi dia del loro”.

    Schermaglie che suoneranno quasi come gentilezze dopo l’affondo finale della nipote del Duce.

  6. Gigetto, tu sei l’ultimo che può accusare qualcuno di essere ghei. Tutti sanno dei tuoi giri nella Trieste Ghei. Comunque meglio un Comighei oggi che un Gigetto Bastandrea domani.

    Wladimir for president

  7. meglio un omo oggi che una gallina domani.comi scapestrato amichetto di caruso e di lucia annunziata marchettara

  8. come hai fatto a saperlo?per caso teghe si è vantato in bar?

    D.J. Mimun

  9. Comunque non è che finisce qui con Teghe. Ora io mi sono preso tutti gli appunti, quindi nella prossima occasione ribatterò a tutte le cose false che sono state dette.

  10. come al solito gigetto e comi stravolgono la realtà; e gigetto non è un monarca, non può fingere che a comi vada tutto bene.

    ieri mi è arrivato via email un rarissimo esempio di satira per intellettuali di destra; il tentativo era così patetico che mi ha fatto quasi tenerezza. Comunque sia lo conserverò come un cimelio, tra qualche anno magari varrà qualcosa

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