PIN EVOLUTIONS

Pin, insieme ad altri eroi, in questo capitolo della sag(r)a di Molino è in bilico tra la vittoria e il totale annientamento nella guerra epica contro le bottiglie. Pin è arrivato dove nessun altro uomo ha mai osato: al totale abbandono del buon senso e del pudore. Riuscirà a tornare indietro?

Convalescenza

 

Dopo una breve ma intensa malattia è molto difficile recuperare senza il supporto dell’amata bottiglia per via degli antibiotici né di altre sostanze spiritose per via del mal di gola e la febbriciattola di risulta. Tanto più se ci si cura con sciroppi-elixir-balsami biologici-biodinamici-biorepellenti al retogusto di carbonchio e lumaca da far rimpiangere l’amarezza di Rossana. In tutto questo poi la presenza di bocche da fuoco anzi da sterco di grosso calibro (anche se non sembra però si sa l’apparenza inganna e l’aperol si ingolla…) peggiora le cose con pannolini fumanti che sì intiepidiscono disgustosamente gli ambienti ma altresì li ammorbano come Arbre magique alla fragranza “diarrea”… Dulcis in fundo oggi si è pure otturato il cesso… che se non bevo però dopo un paio di giorni di pausa il mio retto rivede il consueto traffico di vagoni marrone destinati ad inabissarsi in Adriatico dove li risaluterò quest’estate da Marina Julia… insomma oggi più che rimettermi mi vien da rimettere…

CESTIL

Certo è che secondo me sarebbe interessante uno studio sulle lingue di sottoculture come quelle del "quartiere". In altri casi probabilmente qualcuno lo avrà fatto ma non credo nel caso specifico. Caso di una lingua – o sarebbe meglio dire idioma o ancor meglio gergo – che qualcuno dice essere già morta e pare sopravviva solo in qualcuno che emancipatosi dalla realtà del quartiere (quindi lingua morta o meno comunque avendo posto una distanza da questa parlata) con distacco e nostalgia al tempo stesso ne rievoca le atmosfere ora cupe ora spensierate o di chi come me ne è sempre stato in tangenza (ma mai realmente immerso) ne ride.

[Filmati segnalati da Checcocheccochecco]