1918-2018 Guerre di oggi, guerre di ieri: nessuna festa per un massacro!

Contro la retorica nazionalista, ricordiamo i disertori, i renitenti, i fucilati

Rilanciamo l’antimilitarismo

Daniele Ratti – Luca Meneghesso – Marco Rossi

Rifiutiamo di unirci al coro nazionalista di chi celebra il centenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. Vogliamo invece ricordare chi quella carneficina provò a fermarla, chi rifiutò di sacrificarsi per i profitti e i fanatismi altrui, chi scese in piazza chiedendo pane e pace sfidando la prigionia e la deportazione.

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“La Madelón”: un canto anarchico spagnolo nella Brigata Fontanot

comparso su Germinal 125 – maggio 2017, pp. 14-15.


Chi non conosce le canzoni “Bella ciao” o “Fischia il vento” o magari, considerando il giornale che avete in mano, “Dai monti di Sarzana”?

“La Resistenza cantata costituisce uno dei capitoli più coerenti e commossi – anche se frammentari e compositi – di quel canzoniere civile che accompagna da oltre un secolo i fatti salienti della nostra storia”. Localmente tra i frammenti di questo inestimabile patrimonio canoro esiste un motivo poco noto: un canto anarchico spagnolo.

Brigata Fratelli Fontanot. La formazione si muove verso le postazioni. Si notano: Codern, Belletri, Mario Furlan, Marcello Fulaz e Mario Mininel. Archivio ANPI di Monfalcone.

C’erano infatti tre anarchici catalani tra i partigiani della Brigata Fratelli Fontanot costituitasi in Slovenia e intitolata, nel dicembre 1944, ai fratelli Armido Fontanot “Spartaco” e Licio “Bruno” caduti nella lotta. La cosa non deve stupire nonostante sia stata ignorata finché è stata riportata alla luce qualche anno fa. Continue reading

Mandi Raff

Oggi piangiamo la scomparsa di un amico, un compagno, un poeta.

È mancato improvvisamente e troppo presto Raffaele BB Lazzara.

Raff11062016Militante anarchico fin dai primi anni Ottanta quando frequenta a Milano il circolo del Ponte della Ghisolfa dove stringe amicizia con Pietro Valpreda.
Tornato nella regione dei suoi antenati – il Friuli anche se nacque a Düsseldorf – ha affiancato al lavoro con persone disabili un’intensa attività poetica in lingua friulana di cui è l’artista più visionario. Intimo di Federico Tavan ha animato i fermenti letterari locali più innovativi come Usmis e ha fondato i Trastolons – poeti senza legge per lingue caraibiche.

Compagno intransigente, provocatorio e generoso.
Raff, ci mancheranno le risate fatte insieme davanti ad un calice di vino anche durante le riunioni più tese, la tua poesia, i tuoi spunti mai scontati, la tua imponente umanità.

Mandi Raff.

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Anarchici tra Muggia e Monfalcone ai tempi dell’Austria

comparso su Germinal n. 123 del dicembre 2015, p. 14

Le relazioni degli anarchici monfalconesi con quelli di Muggia e le reciproche influenze sono fin dal principio strettissime a causa della mobilità dei lavoratori tra i cantieri navali dell’Alto Adriatico.

Nel 1908, all’apertura del Cantiere Navale Triestino (CNT) a Monfalcone, gli operai specializzati giungono in gran parte da Lussino, Pola e soprattutto da Muggia. «Chi ha costruito tecnicamente e politicamente il grande cantiere di Monfalcone se non i muggesani?» si domanda il comunista Giovanni Postogna nel libro Muggia operaia e antifascista: memorie di un militante, Vangelista, Milano, 1985, p. 64. Muggia ha una tradizione anarchica risalente alla fine dell’Ottocento quando militanti provenienti dall’Italia avevano propagandato l’ideale libertario a partire dal Cantiere San Rocco.

L’influenza è subito evidente: il primo vero sciopero a Monfalcone è quello del Primo maggio 1890 che, iniziato a Muggia, si diffonde anche nel resto del Litorale. Moltissimi gli attivisti che da Muggia si spostano a Monfalcone. Ricordiamo tra gli altri i fratelli Giacomo e Antonio, detto “Panetto”, Fontanot, capostipiti del ramo bisiaco della famiglia che avrà un ruolo centrale durante l’opposizione antifascista e in seguito nella lotta partigiana nell’Isontino. Toni Panetto, in gioventù anarchico, in un secondo momento passa al Partito Socialista e quindi a quello Comunista. I Fontanot leggevano e corrispondevano con l’edizione del 1907 del giornale “Germinal”, antenato di quello che avete tra le mani, dove compare un trafiletto in cui si polemizza con quanto espresso in un comizio tenuto da Panetto, ormai ex anarchico, a Muggia. Continue reading

Morte di una donna libera: Giulia Albergamo

Intervento comparso su ‘Umanità Nova

albergamo0Lo scorso 3 gennaio è scomparsa a Cordenons (PN) Giulia Albergamo. Pittrice, maestra da poco aveva compiuto 100 anni: la sua vita è stata un esempio di libertà. Originaria di Torre del Greco (NA) si era da pochi anni trasferita nella provincia friulana presso la figlia Angela scomparsa un paio di anni fa. La vita di Giulia è stato un punto di riferimento personale oltre che politico per coloro che l’hanno conosciuta e in particolare per i giovani. Continue reading

Al Forum la storia degli anarchici a Monfalcone

dal blog del Forum Gorizia

Oggi, martedì 28 ottobre, alle ore 17.30, presso il Forum di Gorizia ultimo appuntamento con il primo ciclo di conferenze Novecento inedito, che ha messo a fuoco temi, libri e questioni di cui difficilmente si parla.
Martedì verrà presentata la tesi di laurea di Luca Meneghesso “Per una storia degli anarchici di Monfalcone” in cui l’autore mette in evidenza la precoce e numerosa presenza della componente che maggiormente fu osteggiata dal potere politico e dai gruppi organizzati della sinistra, ma che raccolse sui luoghi di lavoro significativi consensi, anche tra dirigenti politici di cui oggi si tende a nascondere la reale matrice politica di provenienza. A presentare il lavoro di Meneghesso ci sarà Marco Puppini, uno degli storici che più si è occupato della presenza anarchica nella società locale.
Da notare nelle conferenze la presenza di giovani ricercatori, che accompagnati da persone più anziane, si stanno avviando, anche nella nostra città, ad indagare piste nuove di studio.

Monfalcone, l’anarchia e l’esperanto

Articolo comparso su A rivista anarchica anno 44 n. 391, estate 2014, pag. 20.

Ci sono molte tracce tematiche che possiamo riconoscere nella storia degli anarchici a Monfalcone (Gorizia). Com’è logico, il “caso Monfalcone” rappresenta un esempio concreto di questioni attinenti la storia del movimento operaio e dei movimenti popolari del Novecento. Antimilitarismo, solidarietà di classe, sindacalismo di azione diretta, antifascismo militante, spontaneismo e organizzazione, anticlericalismo e internazionalismo sono temi ricorrenti.
Il movimento anarchico monfalconese opera in modo preminente all’interno del Cantiere Navale Triestino, fondato nel 1908 da capitalisti asburgici, dove incrocia i lavoratori di diverse provenienze, in modo particolare istriani del Litorale, sloveni del Carso, coloni della campagna italiana, friulana e anche veneta nella variante bisiaca, la parlata del territorio monfalconese. Il fatto che le componenti alloglotte preminenti, quindi friulani e sloveni, evitino l’inurbamento conservando una dimensione di pendolarismo con la campagna fa sì che il movimento anarchico monfalconese si esprima inevitabilmente in lingua italiana.
Una vena internazionalista però percorre l’intera storia dell’anarchismo monfalconese e si esprime nella lingua internazionale esperanto.

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Vittorio ‘Toio’ Malaroda ad un convegno esperantista a Linz in Austria

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