Fuga fuori dal comune

Fin da quando ero piccolo non riuscivo a stare fermo. Fossi nato in anni successivi forse, chissà, mi avrebbero affibbiato una diagnosi di iperattività… Per definirmi mi chiamavano anche “terremoto” visto che sono nato nell’anno in cui in Friuli la terra ha tremato.

Ho patito il potere disciplinare scolastico già a partire dalla scuola materna, che noi però chiamavamo “asilo” e di asilare aveva molto e di asilo poco. Ebbene, da questo asilo io volevo fuggire. Ricordo ancora vagamente quando con il mio amichetto dell’epoca guardavamo fuori dalla rete che ci separava dal mondo esterno immaginandoci ipotetiche fughe. Un giorno, dopo queste fantasie fatte durante l’ora d’aria in giardino all’ombra di un enorme cedro del Libano testimone dei nostri piani, ci nascondemmo in un anfratto. Era metà mattina a quanto mi hanno riferito. Siamo stati trovati (o ci siamo fatti trovare?) solo alla chiusura quando maestre e personale ormai erano in allarme.

Alle elementari non è andata meglio. I miei genitori lavoravano entrambi e per riuscire a gestire noi tre figli ci misero in una scuola a tempo pieno. All’epoca credo fosse l’unica a Udine, ovviamente privata e gestita dalle suore del Rosario, quello che ci costringevano a recitare la mattina se arrivavamo a scuola troppo presto prima di andare in classe. È lì che sono nati il mio anticlericalismo e insofferenza alle regole immagino. Ogni giorno, finite le lezioni, ci facevano stare nei giorni di inverno e di pioggia in una sala con calcetto e qualche tavolino dove la suora di turno ci sorvegliava. Io con altri compagni che come me mal sopportavano quella clausura iniziammo a pensare alla fuga da quella stanza con neon e pavimenti in linoleum. Divenne un gioco per noi, quasi uno sport. La chiamavamo “scappatura”. Consisteva nel nascondersi dalla suora di turno nei posti più improbabili. Giocavamo, cercavamo la libertà, sfidavamo l’autorità che avevamo di fronte, rompevamo la noia.

Sono passati più di trent’anni e rivivo quelle sensazioni. L’infantilizzazione della società è uno dei tratti caratterizzanti dell’epoca Covid. Arbitrarietà dei provvedimenti, paternalismo, regioni divise in colori come fosse un gioco grottesco.

E quindi è di nuovo fuga, evasione, cammino, libertà. Alla faccia della zona arancione, dei divieti e dei lock down più o meno leggeri.

Qualche scatto di una fuga fuori dal comune…

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Maria, quanto mi costi?

Maria, quanto mi costi? - Tassare le canne rendendole di fatto legali e portando denaro alle casse dello Stato, o penalizzare le droghe leggere alimentando il mercato clandestino e le mafie?
 

Tassare le canne rendendole di fatto legali e portando denaro alle casse dello Stato, o penalizzare le droghe leggere alimentando il mercato clandestino e le mafie?

 

di Redazione

Per uscire dalla crisi le pensano proprio tutte. In California, dove la cannabis per uso terapeutico sarà presto consentita (dietro presentazione di ricetta medica) hanno pensato bene di tassare lo spinello. A Oakland la manovra frutterà al Comune 249mila dollari, non è molto, ma è il prezzo da pagare per la liberalizzazione.

Al parlamentare olandese Boris van der Ham, socialista liberale, in gita negli Usa dopo il caso di Oakland è venuta l’idea di tassare le canne anche nel suo Paese. Proprio in Olanda, dove il possesso di droghe leggere è depenalizzato, si consumano 265mila chili tra marijuana e hascisc per un giro d’affari di due miliardi di euro. Con una tassazione straordinaria, le casse dello Stato ne beneficerebbero in maniera sostanziale.

Ma il commercio di cannabis in Olanda è già tassato. Nei 702 coffee shop dove si vendono droghe leggere e oppiacei, si racimolano circa 400milioni di euro di tasse. Aumentarle ulteriormente potrebbe avvantaggiare il mercato illegale. E mentre le casse olandesi ingrassano, i turisti della marijuana pagheranno forse a caro prezzo la loro passione per le droghe leggere. A meno che non si tratti di un passo verso la legalizzazione.

Legalizzarle tassandole, o penalizzarle perdendo denari che potrebbero tornare utili alle casse dello Stato. Cosa fare con le droghe leggere? Che ne pensi?

da Libero

ETILOMETRI MALEDETTI E ASSASSINI

Trovato con tasso alcolemico di 0,7, si suicida

Fermato a posto di blocco Cc, 22enne temeva rimproveri padre

(ANSA) – IMPERIA, 28 GIU – Fermato dai carabinieri e trovato con un tasso alcolemico di 0,7, un 22enne e’ dovuto tornare a piedi a casa sua e poco dopo si e’ ucciso. E’ successo all’alba a Imperia.Il giovane, che aveva fatto domanda per prestare servizio nei vigili del fuoco,come il padre,temeva i rimproveri del genitore.I carabinieri lo avevano rassicurato sul fatto che, dato il lieve superamento del limite, le conseguenze non sarebbero state gravi.Ma il giovane si e’ sparato alla testa poco dopo esser tornato a casa.
Liberonews

Esempio di terrorismo mediatico…

RICERCA AMERICANA

La marijuana aumenta
il rischio di cancro ai testicoli

L’uso in alte dosi, frequente o prolungato nel tempo, favorisce lo sviluppo della forma più aggressiva

Foto (Ap)

MILANO – Fumare erba aumenta significativamente la probabilità di cancro ai testicoli. Già sospettata da tempo di compromettere la fertilità maschile, la marijuana (ad alte dosi, per uso frequente o prolungato) è stata da più studi ritenuta colpevole anche di effetti collaterali sulla psiche, sul sistema endocrino, sul cuore e sulla circolazione, nonché causa di alterazioni psicomotorie. All’elenco ora andrebbe aggiunto il rischio di sviluppare la forma più aggressiva di tumore del testicolo, il non seminoma.

LO STUDIO – Lo sostengono, in uno studio pubblicato sul numero del 9 febbraio della rivista Cancer , ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, che hanno analizzato i casi di 369 uomini tra i 18 e i 44 anni con una neoplasia testicolare confrontandoli con quelli di 979 coetanei sani. Hanno così scoperto che il rischio di sviluppare questa forma di cancro fra quanti hanno dichiarato di utilizzare canapa indiana è superiore del 70 per cento e risulta particolarmente elevato (circa il doppio in confronto a chi non ha mai fumato erba) fra quanti hanno rivelato di fumare marijuana almeno una volta alla settimana e/o ne hanno fatto uso per un lungo periodo iniziando dall’adolescenza.

LA FORMA PIU’ AGGRESSIVA – Il pericolo, inoltre, pare legato esclusivamente al non seminoma, la variante meno diffusa di neoplasia testicolare (circa il 40 per cento dei casi), ma che cresce con maggiore rapidità e tende a colpire i ragazzi giovani, fra 20 e 35 anni. «Dobbiamo ampliare lo studio e approfondire le analisi – ha detto Stephen Schwartz, epidemiologo autore della ricerca -, per capire bene quali siano i legami fra la malattia e l’uso di canapa indiana e perché risulti una relazione con un tipo soltanto di tumore delle ghiandole genitali maschili». L’altro tipo di tumore testicolare, il seminoma, è più frequente, con un’evoluzione più lenta e interessa solitamente uomini fra i 30 e i 40 anni.

ANCORA DA SCOPRIRE GLI EFFETTI COLLATERALI DELL’ERBA – «Quello che è importante far capire ai ragazzi – sottolineano gli autori della ricerca – è, soprattutto, che si sa ancora molto poco delle conseguenze a lungo termine del fumo di marijuana, specialmente per chi ne fa un uso massiccio. Quindi è un “divertimento” azzardato, di cui è bene conoscere i pericoli». Fra l’altro, quello dei testicoli è sì definito un tumore raro (sono circa mille i nuovi casi ogni anno in Italia), ma è la neoplasia più frequente nei giovani maschi adulti: soltanto l’1 per cento, infatti, interessa uomini sopra i 40 anni. Il tasso di guarigioni fortunatamente è altissimo (intorno al 90 per cento) e le strategie di cura ormai consolidate, sia mediche che chirurgiche, garantiscono ai pazienti un’ottima qualità di vita futura.

AUTOPAPLPAZIONE PER UNA DIAGNOSI PRECOCE – I fattori di rischio certi della malattia includono il criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli nello scroto), lo sviluppo anormale delle ghiandole genitali e la familiarità. L’auto-palpazione, così come avviene per il tumore al seno nelle donne, è fondamentale per ottenere una diagnosi precoce. La presenza di un nodulo oppure l’indurimento di un testicolo rispetto all’altro deve suonare come campanello d’allarme e consigliare di ricorrere all’aiuto dello specialista.

Vera Martinella (Fondazione Veronesi)
09 febbraio 2009

da: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_febbraio_09/marjuana_tumori_testicoli_vera_martinella_c9049532-f68a-11dd-9c7e-00144f02aabc.shtml

[segnalato da comi]

Phelps e il bongo

grande scalpore ha suscitato questa notizia sul nuotatore Phelps e il suo uso di pipe ad acqua. Quello che però chi non ha provato il bongio, bong, graz o come lo si voglia chiamare è che un profondo respiro dopo il suo uso dà la stessa sensazione che si prova dopo aver passato diverse ore in piscina. Come bias’marlo? In fin dei conti ha solo cercato la sensazione che è abituato a provare quando esce da allenamento con in più una dose di ilarità…

La storia sarà disonesta ma la vita alla fine è sempre vigliacca…

È morto il cantautore romano Stefano Rosso, famoso per la “canzone dello spinello”
Che dio lo abbia in gloria tra le nuvole speriamo anche di fumo…
tra l’altro sembrava il conte secondo me…

morto anche il meno noto Richard Wright  che non credo si sia accontentato solo di fumare disonestamente cannette come il romano di cui sopra…

L'erba del vicino…

 
Che bel vaso di marijuana!
Coltivare la canapa "a scopo ornamentale" si può. Lo ribadisce una sentenza. Il caso
 
La Cassazione ribadisce che la coltivazione domestica di canapa non costituisce reato non essendo paragonabile a quella tecnico-agrario ovvero imprenditoriale. In questo modo la Sesta sezione penale, con la sentenza 40362, ha respinto il ricorso del procuratore generale di Genova che chiedeva di annullare l’assoluzione accordata a Luciano M., un genovese che sul balcone di casa coltivava alcune piantine di canapa indiana "a scopo ornamentale". Per la Procura l’uomo doveva essere condannato perché "il legislatore considera pericolosa per la salute pubblica ogni forma di diffusione della droga, e inoltre, non è mai possibile, nel momento in cui la coltivazione è in atto, individuare l’effettiva futura destinazione delle piante in coltivazione". Ma il ricorso è stato respinto, affermando che «la conforme decisione dei due gradi di merito non lascia dubbi sull’accertamento e sulla valutazione del fatto, né sull’assenza della destinazione all’uso di terzi».

«È bello sapere che anche la Cassazione ama la natura, il bello e le virtù terapeutiche del mondo vegetale – sottolinea – Non possiamo che apprezzare il via libera da parte della Corte alla coltivazione della canapa indiana per uso ornamentale – ha commentato Gianpaolo Silvestri, senatore del gruppo Verdi-Pdci- Le foglie della canapa indiana sono davvero belle e siamo certi che gli italiani sapranno rendere più piacevoli i momenti passati in casa coltivando queste piante con passione».

Il vice presidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini si dice invece sconcertata: «Purtroppo non è il primo pronunciamento in tal senso di un tribunale italiano. Già il tribunale di Cagliari, qualche tempo fa, aveva assolto un ragazzo che coltivava questa droga nel terrazzo. Nel nostro Paese comincia ad attecchire un filone giurisprudenziale, intriso di quel dannoso relativismo propugnato dalla maggioranza di governo di sinistra, il quale auspica e persegue una completa liberalizzazione delle canne». (Libero News)

 http://magazine.libero.it/speciali/sp252/pg1.phtml

se son rose fioriranno e se son cannabinoidi… ?

CANNABIS in rete – Inchiesta  

 
Notizia del 18 ottobre 2007 – 15:00
Coltivare non e’ sempre reato
L’importante e’ dimostrare che e’ per uso personale. Il caso

di Alessandra Del Re

Coltivarsi qualche piantina di marijuana nella propria casa non sempre è reato, a patto che si riesca a dimostrare che l’uso è personale. Con questa motivazione il Tribunale di Cagliari lo scorso 28 settembre ha assolto un ragazzo, denunciato dalle forze dell’ordine perché sul suo terrazzo coltivava due piantine di cannabis. Le motivazioni saranno rese note a fine ottobre. Per ora si suppone che i giudici abbiano fatto riferimento a una sentenza della Cassazione risalente al mese di maggio, e una dall’analogo contenuto risalente a giugno.

Il 10 maggio la VI Sezione Penale della Suprema Corte aveva assolto un ragazzo condannato per avere coltivato sul suo fondo cinque piantine di maria. La Cassazione aveva fatto distinzione tra coltivazione tecnica e detenzione a uso personale: la coltivazione di poche piantine, cosiddetta domestica, non poteva essere compresa all’interno del concetto tecnico giuridico, ed era perché stata equiparata alla detenzione per uso personale. Lo stesso vale per il ragazzo di Cagliari: la sua mini coltivazione casalinga è lecita perché la marijuana è destinata solo a lui.

I coltivatori casalinghi, come questo ragazzo, in rete trovano pane per i loro denti: consigli sulla coltivazione, semi e attrezzi per la coltivazione riempiono le vetrine dei negozi virtuali del settore. Perché la compravendita delle sementi, come quella delle smart drugs è lecita, e farlo è molto semplice. Così come non è reato vendere ciloom, bilancini, sistemi di irrigazione: lo dimostra il caso di Matteo Filla. Ma quando si oltrepassa il sottile limite tra il legale e l’illegale, scattano sequestri e sanzioni, come ci ha spiegato la Polizia Postale.

LO SPECIALE

La cannabis in rete Comprare dei semi
Un mondo di smartdrugs Come indaga la Poltel
Canne peggio degli stupri Cannabis, i sequestri

 
Fonte: http://magazine.libero.it/speciali/sp252/pg1.phtml

Un italiano su tre fuma hashish

Droga/ L’esperto di droghe dell’Asl milanese Riccardo Gatti ad Affari: il nuovo drogato? Una persona normale. Come i pusher

Droga/ Nel 2006 30mila nuovi consumatori di oppiacei. E’ allarme

Droga/ Ammonta a 10 mld il costo sociale delle tossicodipendenze

Droga/ Ferrero, indispensabile una legge sulle tossicodipendenze

Da gennaio ad oggi venduti 50mila test antidroga fai da te

Crescono i consumi di cannabis e quelli occasionali di cocaina ed eroina. Calano quelli di tabacco e alcolici, ma cambiano i modelli di consumo di queste sostanze. Sono dati contenuti nella Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia 2006 (riferiti al quadriennio 2001-2005), presentata a Palazzo Chigi dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Un dato preoccupante è che i prezzi di quasi tutte le sostanze psicoattive illecite registrano una progressiva e costante diminuizione: la maggior accessibilità economica, oltre alla ampia disponibilità di reperimento sul mercato illegale, le rende ancor più popolari e alla portata di tutte le tasche.

CANNA PER TUTTI- Dal 2001 al 2005 è cresciuta del 10% (dal 22 al 32%) la percentuale di chi ha fatto uso almeno una volta nella vita, negli ultimi dodici mesi o negli ultimi trenta giorni di cannabis. Quanto a cocaina ed eroina, il consumo è cresciuto soprattutto tra gli utilizzatori occasionali e sporadici; nel caso degli utilizzatori frequenti, per la prima si è registrato un lieve aumento mentre il consum della seconda è rimasto stabile. E’ il Lazio la regione col maggior numero di consumatori (una o più volte negli ultimi dodici mesi) di sostanze cannabinoidi (10,6%); alla Lomabardia va il primato per la cocaina (4,7%) e alla Liguria quello per l’eroina (0,7%).

 

 
 

ALCOL E FUMO: CALANO I CONSUMI- Quanto alle bevande alcoliche, se nel 2003 l’89% degli intervistati di sesso maschile ne aveva fatto uso almeno una volta negli ultimi dodici mesi, nel 2005 la percentuale è scesa all’86%. In calo anche i fumatori: se nel 2001 il 36,3% (di età compresa tra 15 e 44 anni) riferiva di aver fumato una sigaretta negli ultimi dodici mesi, nel 2003 la percentuale scende al 32% e si mantiene stabile fino al 2005. Se si osservano però le abitudini di genere, si scopre che nel quadriennio sono cresciute le fumatrici (+6,4%) mentre sono calati i fumatori (-6,6%). Nonostante il calo generale, il rapporto evidenzia come si registri un costante aumento di nuovi modelli di consumo, soprattutto tra i giovani, per esempio mescolando sostanze diverse che sommano i loro effetti negativi, con maggiori rischi a breve e medio termine. In decremento, invece, dal 2001 a oggi, l’associazione di sostanze legali e illegali, mentre sono cresciute del 3% (dal 14 al 17%) le persone che assumono più sostanze illegali contemporaneamente. L’87% degli utilizzatori di cannabis non associa invece a questa altre droghe illegali.

ITALIA, SECONDO MERCATO D’EUROPA. CALANO I QUANTITATIVI DI SOSTANZA INTERCETTATI- Questo, ovviamente, si riflette sul business. Il mercato Italiano è stato alimentato, nel corso dell’anno 2006, prevalentemente dalla cocaina prodotta in Colombia, dall’eroina afghana, dall’hashish prodotto in Marocco, dalla marijuana albanese e dalle droghe sintetiche provenienti per lo piu’ dall’Olanda. L’Italia viene considerata il secondo Paese europeo per il consumo di cocaina dopo la Spagna, alla pari con il Regno Unito. In Italia, e più nello specifico in Calabria, il controllo di tale sostanza è pressoché completo appannaggio delle organizzazioni della ‘ndrangheta.

Se per quanto attiene al mercato nazionale la ‘ndrangheta risulta soprattutto collegata con le organizzazioni di matrice mafiosa siciliane, campane e pugliesi, per quanto riguarda quello estero si registra una forte operatività soprattutto sul mercato australiano ed albanese ma anche francese, tedesco, russo, spagnolo, svizzero, della ex Jugoslavia, boliviano, statunitense e canadese. Come già evidenziato nel corso del biennio precedente, anche nel 2006 si è continuato ad assistere all’aumento del numero di operazioni effettuate dalle Forze dell’Ordine sul territorio nazionale; il numero globale si è assestato a 20.580. Continuano a crescere sia il numero di interventi volti al contrasto del traffico di cocaina che i quantitativi intercettati (incremento dei quantitativi intercettati dai circa 1.812 kg nel 2001 ai 4.625 kg nel 2006). Nonostante l’incremento nel numero di interventi volti al contrasto del traffico di eroina, come già rilevato nel corso del 2005, la media dei quantitativi di sostanza intercettati per operazione continua a diminuire, arrivando a toccare il valore più basso degli ultimi 6 anni (circa 390 gr).

SCENDE IL PREZZO DI COCA ED EROINA, STABILI I CANNABINOIDI- Rispetto alla vendita al dettaglio delle sostanze psicoattive illegali, dal 2001 al 2006 si evidenzia una diminuzione del prezzo per grammo di eroina (in 6 anni il prezzo minimo di quella "nera" è diminuito di circa 16 Ç, di quella "white" di poco più di 9) e di cocaina (il prezzo minimo è diminuito di circa 17 Ç e quello massimo di circa 15). Una sostanziale stabilità dei prezzi si evidenzia per i cannabinoidi, ed un leggero aumento di quelli dell’ecstasy e del LSD. Dal 2001 al 2006, la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 99 a 83 Ç per grammo per la cocaina (-16%), da circa 68 a 52 Ç per l’eroina nera (-24 %) e da 84 a 78 Ç per l’eroina bianca(-7%); un aumento della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy e dose di LSD, mentre rimane invariata quella dei cannabinoidi.

La sostanza maggiormente intercettata è stata la cannabis (75%), seguita dalla cocaina (15%) e dagli oppiacei (8%). La distribuzione dei soggetti per sostanza di segnalazione mostra variazioni nell’arco temporale 1990-2006. La percentuale di segnalati per sostanze quali cannabinoidi, in crescita dal 1990, ha raggiunto il suo valore massimo nel 2001 (84%), per poi iniziare a decrescere. A partire dal 2002, a fronte di una diminuzione delle segnalazioni attinenti a tale sostanza, si è registrato un incremento di quelle per cocaina (dal 9% nel 2002 al 15% nel 2006). Le segnalazioni per eroina, in andamento costantemente decrescente dal 1990, dopo il 2002 si sono stabilizzate intorno all’8%.

CONSUMATORI: PAURA EROINA, MA LA CANNA NON FA MALE- E’ l’eroina la droga percepita come piu’ dannosa (oltre il 95%), seguita dalla cocaina (più di 95%). Il fumo di tabacco è considerato rischioso per la salute da oltre l’85% dei soggetti: si osserva tuttavia una diminuzione significativa nella percezione del rischio tra il 2003 ed il 2005 tra i soggetti di età comprese tra i 25 ed i 44 anni. La cannabis, percepita come dannosa per la salute dal 70% degli intervistati, viene considerata sostanza rischiosa da un numero sempre minore di soggetti; si evidenzia un significativo trend in costante diminuzione nel rischio percepito nell’uso di cannabis tra gli anni 2001, 2003 e 2005. Quasi 5 milioni di italiani avrebbero cambiato opinione nell’arco di soli 4 anni, passando da un’opinione negativa nei confronti dell’uso della cannabis ad una posizione di non esplicita disapprovazione.

Se per quanto attiene al mercato nazionale la ‘ndrangheta risulta soprattutto collegata con le organizzazioni di matrice mafiosa siciliane, campane e pugliesi, per quanto riguarda quello estero si registra una forte operatività soprattutto sul mercato australiano ed albanese ma anche francese, tedesco, russo, spagnolo, svizzero, della ex Jugoslavia, boliviano, statunitense e canadese. Come già evidenziato nel corso del biennio precedente, anche nel 2006 si è continuato ad assistere all’aumento del numero di operazioni effettuate dalle Forze dell’Ordine sul territorio nazionale; il numero globale si è assestato a 20.580. Continuano a crescere sia il numero di interventi volti al contrasto del traffico di cocaina che i quantitativi intercettati (incremento dei quantitativi intercettati dai circa 1.812 kg nel 2001 ai 4.625 kg nel 2006). Nonostante l’incremento nel numero di interventi volti al contrasto del traffico di eroina, come già rilevato nel corso del 2005, la media dei quantitativi di sostanza intercettati per operazione continua a diminuire, arrivando a toccare il valore più basso degli ultimi 6 anni (circa 390 gr).

SCENDE IL PREZZO DI COCA ED EROINA, STABILI I CANNABINOIDI- Rispetto alla vendita al dettaglio delle sostanze psicoattive illegali, dal 2001 al 2006 si evidenzia una diminuzione del prezzo per grammo di eroina (in 6 anni il prezzo minimo di quella "nera" è diminuito di circa 16 Ç, di quella "white" di poco più di 9) e di cocaina (il prezzo minimo è diminuito di circa 17 Ç e quello massimo di circa 15). Una sostanziale stabilità dei prezzi si evidenzia per i cannabinoidi, ed un leggero aumento di quelli dell’ecstasy e del LSD. Dal 2001 al 2006, la media dei prezzi massimi e minimi è quindi passata da 99 a 83 Ç per grammo per la cocaina (-16%), da circa 68 a 52 Ç per l’eroina nera (-24 %) e da 84 a 78 Ç per l’eroina bianca(-7%); un aumento della media dei prezzi si osserva per una singola pasticca di ecstasy e dose di LSD, mentre rimane invariata quella dei cannabinoidi.

La sostanza maggiormente intercettata è stata la cannabis (75%), seguita dalla cocaina (15%) e dagli oppiacei (8%). La distribuzione dei soggetti per sostanza di segnalazione mostra variazioni nell’arco temporale 1990-2006. La percentuale di segnalati per sostanze quali cannabinoidi, in crescita dal 1990, ha raggiunto il suo valore massimo nel 2001 (84%), per poi iniziare a decrescere. A partire dal 2002, a fronte di una diminuzione delle segnalazioni attinenti a tale sostanza, si è registrato un incremento di quelle per cocaina (dal 9% nel 2002 al 15% nel 2006). Le segnalazioni per eroina, in andamento costantemente decrescente dal 1990, dopo il 2002 si sono stabilizzate intorno all’8%.

CONSUMATORI: PAURA EROINA, MA LA CANNA NON FA MALE- E’ l’eroina la droga percepita come piu’ dannosa (oltre il 95%), seguita dalla cocaina (più di 95%). Il fumo di tabacco è considerato rischioso per la salute da oltre l’85% dei soggetti: si osserva tuttavia una diminuzione significativa nella percezione del rischio tra il 2003 ed il 2005 tra i soggetti di età comprese tra i 25 ed i 44 anni. La cannabis, percepita come dannosa per la salute dal 70% degli intervistati, viene considerata sostanza rischiosa da un numero sempre minore di soggetti; si evidenzia un significativo trend in costante diminuzione nel rischio percepito nell’uso di cannabis tra gli anni 2001, 2003 e 2005. Quasi 5 milioni di italiani avrebbero cambiato opinione nell’arco di soli 4 anni, passando da un’opinione negativa nei confronti dell’uso della cannabis ad una posizione di non esplicita disapprovazione.

Fonte: http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/canna1107.html?pg=1