Il mio blog: da Splinder ad Altervista

Dopo 9 anni di blog la chiusura imminente di Splinder mi ha costretto a questa migrazione in fretta e furia.

Vedrò se migliorarne grafica e inserire nuovi contenuti o se mi accontenterò dell’operazione di salvataggio dell’esistente… di certo cambieranno i link… tanti siti addirittura non sono più attivi di altri non me ne frega più nulla… ci sono un po’ di incongruenze nel frattempo ma va beh..

 

Nel frattempo non sono sopravissuti i siti :

Amarcord Manzano
Bisia.TV
Bisiacaria.com
La Jazera web radio
rete operatori sociali

A volte ritornano…

Sono mesi che non scrivo sul blog… il periodo più lungo di inattività da quando l’ho creato credo…
i motivi credo siano diversi dal fatto che sul pc ora sono preso da facebook (che come scrissi kills the blogs stars… [link], in più curo altri due blog non personali a cui mi dedico con maggiore applicazione), il fatto poi che gli ultimi commenti che ho ricevuto siano più o meno tutti di insulti o minacce per post fatti forse con leggerezza mi ha – in un periodo di censura del web – un po’ scoraggiato a scrivere e talvolta fatto pensare a chiudere definitivamente il blog…
in ogni caso sono tante le cose che da agosto avrei voluto scrivere: dalle ferie in Istria seguendo itinerari inseguendo Tomizza e suggestioni di Magris, a tutte le tribolate vicende per l’acquisto della nuova casa (vicende peraltro tuttora in itinere), alle storie familiari, ai vari malanni della psichiatria triestina e non, alla ripresa degli studi (più teorica che pratica in effetti), alle piccole e meno piccole lotte e confronti con i sovversivi bisiachi, ecc. ecc. ecc. …
Ora è un periodo di transizione nella mia vita (da) privata e non so se proseguirò con questo blog. Resta da capire se ha più senso uccidere un blog o lasciarlo moribondo con talvolta qualche apparenza di vita… voi che dite?
ciao o addio? chi pol dir?

Facebook killed the blog's stars

Ultimamente preso dalla psicosi Facebook sto trascurando più che mai il blog e sì che di cose ne sono successe ultimamente: dall’ennesimo infortunio sul lavoro con tanto di collare elisabettiano compreso nel mio nuovo look, alla prima riuscita iniziativa dei sovversivi isontini con tematica zinghera alla presenza tra l’altro di un amico di De Andrè curiosamente astemio. Se tutto va come si spera poi il trasloco di Ceghe a carattere migratorio interno al Bizijakistan nel giro di questa settimana dovrebbe essere quasi definito però par cumò al’è dut un baraciâr…
Devo però assolutamente raccontare questo episodio: la settimana scorsa a Trst per cospirare con altri “compagni” in un “baretto” mentre mi sto accingendo ad uscire assieme a Mira e Dora che mi accompagnavano visto che non sapevo dove lasciarle e con il consueto trambusto tra passeggini, giubotti ecc. (stranamente a Trieste c’era la bora quel giorno…) entra il noto cantante triestino Pilat.
Apprezzato soprattutto per il suo cognome (peccato che di nome faccia Lorenzo e non Ponzio ma va beh…) si dirige con passo malfermo ordinando una birretta verso il banco a cui si aggrappa facendo cascare a terra con clamore e mandando in mille pezzi una delle tipiche brocchette col latte (che si è sparso ovunque) necessarie alle innumerevoli e incompresibili varianti di degustazione di caffè dei triestini. Dopo questa goffa performance della star triestina (dovuta forse più agli acciacchi dell’età che all’abuso di alcolici anche se la seconda ipotesi non credo si allontani troppo dalla verità comunque) ho sperato che il buon Pilat non ci lasci troppo presto: la popolazione legata al kitsch triestino è già prostrata dalla recente dipartita del barzellettiere Luciano Bronzi la scomparsa di un altro personaggio di tale levatura sarebbe troppo… Trieste senza kitsch sarebbe come Venezia senza il mare….

Sta nascendo il Forum della salute mentale

Ultimamente mi sta capitando di impegnarmi all’interno del costituendo Forum della salute mentale del Friuli – Venezia Giulia. I “compagni” – come si dice all’interno di certi circoli esclusivi – potrebbero dire che per un anarchico è una presa di posizione contraddittoria rispetto ai propri ideali…io non sono del tutto convinto. E’ certo che il forum è nato dall’esigenza di uniformare legge (la famosa 180) e teorie psichiatriche con le pratiche effettivamente in atto, quindi uno scopo sostanzialmente “istituzionale” – anche se tra virgolette. Un altro degli scopi del forum però è quello malcelato – vedi le parole di Peppe Dell’Acqua a introduzione dell’incontro di Monfalcone… – di fare fronte all’incipiente – così almeno pare – legge di riforma della psichiatria che il governo Berlusconi ha intenzione di varare – con un parziale ritorno al sistema manicomiale seppur edulcorato. Uno scopo quindi marcatamente di opposizione politica, seppur riformista o girotondina – come si potrebbe dire. Il fatto è che ritengo che nei fatti il forum avrà come espressione pratica qualcosa di simile a quella del telefono viola, quindi la denuncia degli abusi psichiatrici. Ritengo inoltre che finché si continuerà – come si sta facendo – a mantenere il forum come un’associazione di liberi cittadini – si è insistito più volte su questo punto  malgrado la sproporzione tra i membri dei vari DSM e quella delle altre persone coinvolte (leggi membri di associazioni e del privato sociale, senza chiaramente neanche considerare gli utenti che finora sono stati tagliati fuori completamente) a vantaggio chiaramente dei primi – si potrà evitare i rischi di burocratizzazione e istituzionalizzazione – un rischio sempre presente: soprattutto in psichiatria – e in questo lo strumento di internet può essere validissimo.

Personalmente sto vivendo questa esperienza soprattutto come un’esperienza professionale, seppur non mi manchi l’entusiasmo e la voglia di partecipare ad un’esperienza che è profondamente culturale e politica (anche nel senso deteriore del termine a tratti)…

Vedremo che succederà…

Luca

PS a proposito di questi argomenti avevo già scritto qualcosa tempo fa sul blog della residenza dove lavoro e credo riproporrò quei post tali e quali perché credo sia necessario comunque mantenere aperto e pubblico il dibattito su temi come questi e perché – come detto poco sopra – per avere uno strumento che eviti per quanto possibile ogni burocratizzazione o voltafaccia…