Turriaco: dalle bombe ai diritti

da Granelli di Sabbia Pubblicazione gratuita distribuita in occasione della Giornata del Rifugiato 20 giugno 2019 a Turriaco

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Turriaco: dalle bombe ai diritti

Ora, a fine giugno 2019, l’esperienza del Centro di Accoglienza di Turriaco forse è alla sua fine. Quando scrivo queste righe ancora non lo sappiamo con certezza. Abbiamo trascorso due anni intensi, difficili, soprattutto all’inizio, mai scontati, in cui ogni giorno ci siamo reinventati per intercettare le esigenze di un territorio che da ostile si è fatto sempre più familiare e per rispondere ai bisogni e ai desideri dei ragazzi che in questo Centro hanno vissuto. Sono stati in molti ad attraversare la soglia della ex caserma di via 5giugno provenendo dai territori martoriati di Afghanistan e Pakistan. Non sappiamo ancora come andrà a finire questa storia e se finirà davvero. Il Centro di accoglienza vorremmo ospitasse ancora persone in fuga da guerre e miseria: non più richiedenti asilo ma rifugiati e titolari di protezione internazionale. In un momento in cui si smantella quella che è stata definita l’accoglienza diffusa (la prima forma di ospitalità organizzata in piccole unità abitative compatibili con le esigenze della cittadinanza e maggiormente tutelanti per le persone ospitate)questo appare l’unico sistema che possiamo mettere in atto per salvare la nostra esperienza che per quanto piccola ci pare molto significativa. In un contesto in cui si favoriscono i grandi centri di accoglienza che porteranno a maggiore insicurezza, marginalità, promiscuità, profitti per i gestori a fronte di minori diritti per gli ospiti delle strutture e garanzie per i territori coinvolti, noi abbiamo costruito insieme ai richiedenti asilo ed alla comunità in cui ci siamo trovati ad operare e vivere un’esperienza di resistenza umana. Siamo passati dalle bombe alla quotidianità. Continue reading

GLI ARGONAUTI DI OGGI

da Sconfinamenti 31. Refugees – novembre 2017, p. 81

Secondo una leggenda gli Argonauti – gli eroici personaggi ricordati anche da Omero che si avventurarono ai confini dell’allora mondo conosciuto alla ricerca del mitico vello d’oro – fecero tappa alle foci del fiume Timavo. Il fiume – che si inabissa in Slovenia e ricompare a pochi chilometri da Monfalcone sfociando subito nel golfo di Panzano – è fonte di molte suggestioni. Quello che è il più breve fiume d’Italia infatti vede sulle sponde della sua foce la chiesa di San Giovanni in Tuba che contiene le sue acque utilizzate come fonte battesimale. Si dice che è da qui che il giorno dell’Apocalisse suonerà una delle sette trombe che annunciano la fine del mondo. Non distante da qui si trovano scheletri di dinosauri, ma anche un Mitreo: grotta in cui gli antichi veneravano il dio persiano Mitra. Secoli dopo qui vicino riparavano i terribili pirati Uscocchi. Questo solo per citare alcune storie. La Bisiacaria, terra storicamente attraversata da numerose correnti migratorie, è di nuovo percorsa da genti diverse, novelli argonauti, in cerca di pace e lavoro; beni più preziosi di qualsiasi vello d’oro. Non solo Monfalcone è al centro di questo fenomeno. Ultimamente il tema è di stretta attualità a Turriaco, piccolo comune nel cuore del territorio bisiaco retto da una giunta guidata dal giovane sindaco Enrico Bullian. Continue reading

affari e sanità: riflessioni sul terzo settore

da Germinal 124 del maggio 2016, p. 4

Propongo alcuni spunti di riflessione rispetto a quell’ampio settore che comprende le cooperative sociali delle quali, in quindici anni di attività, ho attraversato numerosi ambiti (salute mentale, minori devianti in ambito scolastico-domiciliare, comunità protette, progetti ad alta intensità educativa, ma anche comunità madre-bambino, tossicodipendenze e trasversalmente anche disabilità fisiche e sociali), concentrandomi sulle criticità piuttosto che sui punti di forza, che pure coesistono. Non rientra in questa riflessione tutta la parte che riguarda il mondo delle cooperative B: quelle costituite da persone socialmente svantaggiate associate in forma cooperativa per svolgere attività di produzione-lavoro e di servizio operando nell’assistenza, nella ristorazione, nei servizi ambientali o agricoli e quant’altro. Le cooperative B inoltre hanno una storia propria, con dinamiche economico-sociali, ma in parte anche normative, differenti. Le prime cooperative sociali infatti nascono dal bisogno e la necessità dei diritti agli internati nei manicomi costretti al lavoro in condizioni schiavistiche per pretesi motivi “terapeutici”. Entrando nel merito delle cooperative di tipo A, bisogna innanzitutto notare come l’esternalizzazione di diversi settori della sanità – un tempo pubblica – sia affidata a soggetti diversi tra loro per natura (privato, privato sociale, fondazioni, associazioni, volontariato, comitati, ONG, enti ecclesiastici, Onlus ecc.) che inquadrano i lavoratori del settore in numerosi contratti collettivi compreso il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale del comparto del servizio sanitario nazionale. Esistono diversità anche a livello territoriale dovute alle normative locali che, lungi dal garantire una eccellenza del servizio locale, di fatto creano una guerra tra i lavoratori del sociale in una congiuntura economicamente sfavorevole soprattutto per quanto riguarda il settore pubblico. Continue reading

Unipol: Consorte, Le Coop Mi Hanno Tradito (sole 24 Ore)

(ASCA) – Roma, 24 mag – ”Le piu’ grandi delusioni le ho avute proprio dal mondo delle cooperative: ho lavorato sempre nell’interesse del movimento e in quello di Unipol (Milano: UNI.MInotizie) , ma sono stato condannato da quel mondo in una sorta di processo sommario senza difesa”. L’ex amministratore delegato di Unipol, Giovanni Consorte, in un’intervista pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, si sfoga e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. ”Sono stato zitto finora, ho incassato in silenzio, ma la situazione sta cambiando – aggiunge Consorte -: l’indagine della Deloitte sul mio operato come amministratore di Unipol mi ha assolto con formula piena, eppure sono stato costretto a dimettermi. Ma avro’ modo di rivalermi: quando questa storia sara’ finita e chiarita, passero’ alle azioni legali. Senza risparmiare nessuno”. Consorte non retrocede neppure nel suo giudizio sul segretario generale della Cgil. ”Ho detto che Epifani sapeva della scalata perche’ non sopporto i comportamenti scorretti – afferma l’ex ad di Unipol -. Ed Epifani si e’ comportato in modo scorretto”.

LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

GIOVANARDI: CONTINUO SCAMBIO DS-LEGACOOP

“Una triangolazione tra Ds,amministratori pubblici,strutture economiche della Legacoop e dell’Unipol, che ha consentito lo scambio continuo di favori tra economia e politica”. La denuncia è di Giovanardi,che ha annunciato che sabato a Modena illustrerà i “meccanismi” in un incontro promosso dall’Udc su “Politica e affari,il sistema di potere della sinistra nelle regioni rosse”. Per il ministro,è un sistema “che negli ultimi anni i Ds hanno tentato di allargare ad altre regioni anche con la conquista di potere nelle banche”.

Fonte: Televideo rai  8:44 Pag.126 (3/3) 04/01/2006

Sono comunque curioso di sentire quali sarebbero questi “meccanismi” secondo il Giovanardi-pensiero…

Storia di Roberto

da Sconfinamenti n. 6, dicembre 2004

Ero come il milite ignoto della Russia e mi picchiavano.

Roberto

Nel ’41 a mezzanotte sono nato io nel civile, mia mamma ha subito uno shock perché ero nato in tempo di guerra: bombardavano Treviso, Padova, Milano, Roma, Napoli…

Quando non lavoravo da ragazzo andavo al campo scuola a Paderno, o a fare il bagno nella roggia, poi ero elegante: la farfallina celeste, gli occhiali, il cappellino.

Nel 1945 a quattro anni ero all’Olimpia e gli americani applaudivano, andavano per strada, davano cioccolata, sigarette, caricavano le donne: era una meraviglia. Poi finita la guerra sono passati i carri armati in viale Tricesimo, facevano buche nell’asfalto così.

L’Opp di Udine, un distaccamento di partigiani, soldati rientrati dalla Russia e dai distaccamenti tedeschi quando venivano con i treni merci tutti ammucchiati i soldati. Era la milizia, no. Quando vedevano qualcuno ubriaco per le vie, all’una, mezzanotte, li portavano al comando e li interrogavano. Continue reading

Sta nascendo il Forum della salute mentale

Ultimamente mi sta capitando di impegnarmi all’interno del costituendo Forum della salute mentale del Friuli – Venezia Giulia. I “compagni” – come si dice all’interno di certi circoli esclusivi – potrebbero dire che per un anarchico è una presa di posizione contraddittoria rispetto ai propri ideali…io non sono del tutto convinto. E’ certo che il forum è nato dall’esigenza di uniformare legge (la famosa 180) e teorie psichiatriche con le pratiche effettivamente in atto, quindi uno scopo sostanzialmente “istituzionale” – anche se tra virgolette. Un altro degli scopi del forum però è quello malcelato – vedi le parole di Peppe Dell’Acqua a introduzione dell’incontro di Monfalcone… – di fare fronte all’incipiente – così almeno pare – legge di riforma della psichiatria che il governo Berlusconi ha intenzione di varare – con un parziale ritorno al sistema manicomiale seppur edulcorato. Uno scopo quindi marcatamente di opposizione politica, seppur riformista o girotondina – come si potrebbe dire. Il fatto è che ritengo che nei fatti il forum avrà come espressione pratica qualcosa di simile a quella del telefono viola, quindi la denuncia degli abusi psichiatrici. Ritengo inoltre che finché si continuerà – come si sta facendo – a mantenere il forum come un’associazione di liberi cittadini – si è insistito più volte su questo punto  malgrado la sproporzione tra i membri dei vari DSM e quella delle altre persone coinvolte (leggi membri di associazioni e del privato sociale, senza chiaramente neanche considerare gli utenti che finora sono stati tagliati fuori completamente) a vantaggio chiaramente dei primi – si potrà evitare i rischi di burocratizzazione e istituzionalizzazione – un rischio sempre presente: soprattutto in psichiatria – e in questo lo strumento di internet può essere validissimo.

Personalmente sto vivendo questa esperienza soprattutto come un’esperienza professionale, seppur non mi manchi l’entusiasmo e la voglia di partecipare ad un’esperienza che è profondamente culturale e politica (anche nel senso deteriore del termine a tratti)…

Vedremo che succederà…

Luca

PS a proposito di questi argomenti avevo già scritto qualcosa tempo fa sul blog della residenza dove lavoro e credo riproporrò quei post tali e quali perché credo sia necessario comunque mantenere aperto e pubblico il dibattito su temi come questi e perché – come detto poco sopra – per avere uno strumento che eviti per quanto possibile ogni burocratizzazione o voltafaccia…