richiedenti asilo e lavoro

articolo comparso su Germinal 127 di maggio 2018

C’è una volta uno spettro, per i razzisti, che si aggira per l’Europa. Anzi esattamente 171.332, cioè quanti sono stati nel 2017 i richiedenti asilo sbarcati sul suolo del vecchio continente con i suoi quasi 800 milioni di abitanti. Ma chi è il richiedente asilo? Continue reading

affari e sanità: riflessioni sul terzo settore

da Germinal 124 del maggio 2016, p. 4

Propongo alcuni spunti di riflessione rispetto a quell’ampio settore che comprende le cooperative sociali delle quali, in quindici anni di attività, ho attraversato numerosi ambiti (salute mentale, minori devianti in ambito scolastico-domiciliare, comunità protette, progetti ad alta intensità educativa, ma anche comunità madre-bambino, tossicodipendenze e trasversalmente anche disabilità fisiche e sociali), concentrandomi sulle criticità piuttosto che sui punti di forza, che pure coesistono. Non rientra in questa riflessione tutta la parte che riguarda il mondo delle cooperative B: quelle costituite da persone socialmente svantaggiate associate in forma cooperativa per svolgere attività di produzione-lavoro e di servizio operando nell’assistenza, nella ristorazione, nei servizi ambientali o agricoli e quant’altro. Le cooperative B inoltre hanno una storia propria, con dinamiche economico-sociali, ma in parte anche normative, differenti. Le prime cooperative sociali infatti nascono dal bisogno e la necessità dei diritti agli internati nei manicomi costretti al lavoro in condizioni schiavistiche per pretesi motivi “terapeutici”. Entrando nel merito delle cooperative di tipo A, bisogna innanzitutto notare come l’esternalizzazione di diversi settori della sanità – un tempo pubblica – sia affidata a soggetti diversi tra loro per natura (privato, privato sociale, fondazioni, associazioni, volontariato, comitati, ONG, enti ecclesiastici, Onlus ecc.) che inquadrano i lavoratori del settore in numerosi contratti collettivi compreso il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale del comparto del servizio sanitario nazionale. Esistono diversità anche a livello territoriale dovute alle normative locali che, lungi dal garantire una eccellenza del servizio locale, di fatto creano una guerra tra i lavoratori del sociale in una congiuntura economicamente sfavorevole soprattutto per quanto riguarda il settore pubblico. Continue reading

Anarchici tra Muggia e Monfalcone ai tempi dell’Austria

comparso su Germinal n. 123 del dicembre 2015, p. 14

Le relazioni degli anarchici monfalconesi con quelli di Muggia e le reciproche influenze sono fin dal principio strettissime a causa della mobilità dei lavoratori tra i cantieri navali dell’Alto Adriatico.

Nel 1908, all’apertura del Cantiere Navale Triestino (CNT) a Monfalcone, gli operai specializzati giungono in gran parte da Lussino, Pola e soprattutto da Muggia. «Chi ha costruito tecnicamente e politicamente il grande cantiere di Monfalcone se non i muggesani?» si domanda il comunista Giovanni Postogna nel libro Muggia operaia e antifascista: memorie di un militante, Vangelista, Milano, 1985, p. 64. Muggia ha una tradizione anarchica risalente alla fine dell’Ottocento quando militanti provenienti dall’Italia avevano propagandato l’ideale libertario a partire dal Cantiere San Rocco.

L’influenza è subito evidente: il primo vero sciopero a Monfalcone è quello del Primo maggio 1890 che, iniziato a Muggia, si diffonde anche nel resto del Litorale. Moltissimi gli attivisti che da Muggia si spostano a Monfalcone. Ricordiamo tra gli altri i fratelli Giacomo e Antonio, detto “Panetto”, Fontanot, capostipiti del ramo bisiaco della famiglia che avrà un ruolo centrale durante l’opposizione antifascista e in seguito nella lotta partigiana nell’Isontino. Toni Panetto, in gioventù anarchico, in un secondo momento passa al Partito Socialista e quindi a quello Comunista. I Fontanot leggevano e corrispondevano con l’edizione del 1907 del giornale “Germinal”, antenato di quello che avete tra le mani, dove compare un trafiletto in cui si polemizza con quanto espresso in un comizio tenuto da Panetto, ormai ex anarchico, a Muggia. Continue reading