Mi smo tu / Noi siamo qui: sul confine tra l’Isonzo e la Balkan route

Questo post nasce dopo un’escursione sul Carso triestino seguendo i sentieri percorsi dai migranti. A spingerci la retorica sull’invasione e le continue richieste di provvedimenti straordinari e strumenti tecnologici (ultimo caso, l’ipotetico ricorso alle fototrappole) a fare da argine ai passaggi di persone attraverso i confini.

Nel frattempo l’escalation di violenza di questi giorni – caratterizzata dall’ipocrisia della faccia moderata dell’Unione europea, più fascista dei fasci stessi, come abbiamo visto in Grecia dove del resto anche i fascisti sono impegnati, Alba dorata in testa, nella caccia al migrante – ha spostato su un piano se possibile ancora più deteriore e repressiva la politica verso i migranti.

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Turriaco: dalle bombe ai diritti

da Granelli di Sabbia Pubblicazione gratuita distribuita in occasione della Giornata del Rifugiato 20 giugno 2019 a Turriaco

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Turriaco: dalle bombe ai diritti

Ora, a fine giugno 2019, l’esperienza del Centro di Accoglienza di Turriaco forse è alla sua fine. Quando scrivo queste righe ancora non lo sappiamo con certezza. Abbiamo trascorso due anni intensi, difficili, soprattutto all’inizio, mai scontati, in cui ogni giorno ci siamo reinventati per intercettare le esigenze di un territorio che da ostile si è fatto sempre più familiare e per rispondere ai bisogni e ai desideri dei ragazzi che in questo Centro hanno vissuto. Sono stati in molti ad attraversare la soglia della ex caserma di via 5giugno provenendo dai territori martoriati di Afghanistan e Pakistan. Non sappiamo ancora come andrà a finire questa storia e se finirà davvero. Il Centro di accoglienza vorremmo ospitasse ancora persone in fuga da guerre e miseria: non più richiedenti asilo ma rifugiati e titolari di protezione internazionale. In un momento in cui si smantella quella che è stata definita l’accoglienza diffusa (la prima forma di ospitalità organizzata in piccole unità abitative compatibili con le esigenze della cittadinanza e maggiormente tutelanti per le persone ospitate)questo appare l’unico sistema che possiamo mettere in atto per salvare la nostra esperienza che per quanto piccola ci pare molto significativa. In un contesto in cui si favoriscono i grandi centri di accoglienza che porteranno a maggiore insicurezza, marginalità, promiscuità, profitti per i gestori a fronte di minori diritti per gli ospiti delle strutture e garanzie per i territori coinvolti, noi abbiamo costruito insieme ai richiedenti asilo ed alla comunità in cui ci siamo trovati ad operare e vivere un’esperienza di resistenza umana. Siamo passati dalle bombe alla quotidianità. Continue reading

richiedenti asilo e lavoro

articolo comparso su Germinal 127 di maggio 2018

C’è una volta uno spettro, per i razzisti, che si aggira per l’Europa. Anzi esattamente 171.332, cioè quanti sono stati nel 2017 i richiedenti asilo sbarcati sul suolo del vecchio continente con i suoi quasi 800 milioni di abitanti. Ma chi è il richiedente asilo? Continue reading

GLI ARGONAUTI DI OGGI

da Sconfinamenti 31. Refugees – novembre 2017, p. 81

Secondo una leggenda gli Argonauti – gli eroici personaggi ricordati anche da Omero che si avventurarono ai confini dell’allora mondo conosciuto alla ricerca del mitico vello d’oro – fecero tappa alle foci del fiume Timavo. Il fiume – che si inabissa in Slovenia e ricompare a pochi chilometri da Monfalcone sfociando subito nel golfo di Panzano – è fonte di molte suggestioni. Quello che è il più breve fiume d’Italia infatti vede sulle sponde della sua foce la chiesa di San Giovanni in Tuba che contiene le sue acque utilizzate come fonte battesimale. Si dice che è da qui che il giorno dell’Apocalisse suonerà una delle sette trombe che annunciano la fine del mondo. Non distante da qui si trovano scheletri di dinosauri, ma anche un Mitreo: grotta in cui gli antichi veneravano il dio persiano Mitra. Secoli dopo qui vicino riparavano i terribili pirati Uscocchi. Questo solo per citare alcune storie. La Bisiacaria, terra storicamente attraversata da numerose correnti migratorie, è di nuovo percorsa da genti diverse, novelli argonauti, in cerca di pace e lavoro; beni più preziosi di qualsiasi vello d’oro. Non solo Monfalcone è al centro di questo fenomeno. Ultimamente il tema è di stretta attualità a Turriaco, piccolo comune nel cuore del territorio bisiaco retto da una giunta guidata dal giovane sindaco Enrico Bullian. Continue reading

Gorizia e migranti: restiamo umani oppure no?

da Konrad n. 211, novembre 2015, p. 13

Una parte della città vorrebbe espellere i migranti dal suo territorio, ma c’è chi si appella al valore storico e politico dell’accoglienza

Gorizia è una piccola città che, come è già accaduto nell’arco della sua storia millenaria, si trova a vivere un momento fertile di sfide drammatiche ma molto stimolanti: sfide che appaiono oggi più grandi di Gorizia stessa o rispetto alle quali la città sta dimostrando di non essere all’altezza.

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