Elda Soranzio, nome di battaglia Lina dell’Intendenza Montes

Una azione della staffetta “Lina”: da Ruda a Ronchi
L’ultimo incontro con Silvio Marcuzzi “Montes”

Elda Soranzio, nome di battaglia Lina dell'Intendenza MontesIncontri durante il Presidio itinerante a Ronchi dei partigiani

Gepostet von Ronchi dei Partigiani am Sonntag, 4. Oktober 2020

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Si deve scegliere da che parte stare!

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MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA:
SI DEVE SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE.
Il Sindaco di Rijeka, Vojko Obersnel, nella sua lettera contro le celebrazioni dell’occupazione della città di Fiume, ha scritto che “le iniziative che festeggiano l’occupazione delle terre degli altri, sono in opposizione con la politica europea, che, come una delle proprie basi, ha l’antifascismo”.
Esistono date profondamente divisive, in antitesi tra di loro, opposte, incompatibili
Stare con il 12 settembre del 1919 significa stare con il fascismo prima del fascismo, con l’occupazione di Fiume mossa dal nazionalista D’Annunzio, “il duce divino” come si faceva chiamare. Uno che voleva fare la marcia su Roma prima di Mussolini e che introdusse gran parte della simbologia e del razzismo che verrà assorbito dal fascismo che si porrà in assoluta continuità con la marcia fiumana. Chi sostiene il contrario rischia di essere vittima della propaganda fascista del terzo millennio, che ha tutto l’interesse di sdoganare D’Annunzio e l’orripilante esperienza fiumana, per salvaguardare un simbolo del nazionalismo italiano sacro al fascismo. Il dannunzianesimo è l’antitesi dello spirito che ha portato alla formazione della nostra Costituzione.
Si può stare con l’antislavismo, con i processi di italianizzazione forzata introdotti a Fiume contro i croati reputati “razza inferiore”, con il nazionalismo reazionario, con il suo essere eversore, con l’olio di ricino e le camicie nere di Fiume.
Oppure si può stare con la Resistenza, che ha le date simboliche del 25 aprile e 8 settembre.
Si deve scegliere da che parte della storia stare
Non si possono accettare promiscuità, o condivisioni di eventi così distinti e distanti, come se fossero tra di loro compatibili, condivisibili, in comune. Continue reading

8 settembre ’43-’18: Giro in bici tra cimiteri e campi di concentramento

75 anni dopo ho percorso la strada fatta da croati e sloveni internati a Sdraussina e Visco. Manca Gonars che non ho raggiunto perché a Visco mi sono aggregato a una visita guidata al campo finita a chiacchiere e bicchieri.

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Zone Libere e liberate

Konrad n. 238, settembre 2018, p. 9

Nasce un progetto per una festa della Repubblica Partigiana: per ricordare e per attualizzare la gioia della ribellione

Murales lungo il sentiero per Pàlcoda, luogo della memoria della Resistenza friulana Fra i tanti “Luoghi della memoria” della Resistenza friulana, singolare il borgo sperduto di Pàlcoda, sulle montagne sopra Tramonti di Sotto, base partigiana nell’estate 1944 e oggetto dei rastrellamenti nazifascisti dell’autunno (vi trovarono la morte il comandante Battisti, assieme a Sergio, Jole e Jena)

 

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La Repubblica di Emma – Teatro, Musica e Parole sulla Resistenza

La Repubblica di Emma è un’idea recente nata da un ideale antico.

Vorremmo creare un legame tra passato e presente, trovare nuove vie per trasmettere la memoria e, soprattutto, stimolare riflessione e crescita. Vogliamo dimostrare che la Resistenza non è lettera morta da lasciare al passato, ma che attraverso studio e reinterpretazione i suoi valori possono e devono essere ispirazione, base e stimolo per il futuro.

Cercheremo di fare tutto questo attraverso il Teatro, la Storia, le Parole e la Musica, sperando nella vostra partecipazione ed interazione.
La linea ispiratrice della Repubblica è data da alcune righe lasciateci da Emma stessa, righe che si riferiscono alle giornate immediatamente precedenti il 25 Aprile:

Nelle mie personali memorie ha una collocazione di grande riguardo il momento in cui, discendendo la montagna, mi si è presentata la pianura friulana verde, fiorita, libera: ho pensato, immaginato un vivere finalmente senza violenze, senza odio, un vivere in cui ogni uomo rispettasse l’altro uomo senza distinzioni di nazione, censo, religione, pelle.
Per quel momento e per quegli ideali – naturalmente non avendo 76 anni – ripeterei con grande entusiasmo la mia esperienza nella Resistenza.

Speriamo di vedervi presto, cittadini come noi della Repubblica di Emma – Anno Zero

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