forse a qualcuno è sfuggito…

UN CASO DI COSCIENZA 2
UN ARSENALE A CASA
in onda giovedì 5 gennaio 2006 alle ore 21,00

Trama: Sono le 20:40 di un giorno qualsiasi quando Mario Mattei spalanca le persiane di casa e comincia a sparare all’impazzata sulla folla. Nella piazza sottostante succede un pandemonio. Con l’arrivo della polizia, Mario “il pazzo” si barrica in casa. Per due ore le autorità, pensando che possa avere anche la moglie e il figlio con sé, tentano di comunicare con Mario, ma senza risultato. Improvvisamente uno sparo spezza il silenzio. Proviene dalla casa. I GIS decidono per il blitz. Dentro trovano solo Mario. Morto, con una pallottola in testa. Aveva un arsenale in casa. A prima vista sembra un suicidio. Ma non lo è. A sorpresa si consegna il signor Giorgi e si dichiara l’assassino. Il movente? I continui abusi di Mario nei confronti di suo figlio handicappato, Andrea Giorgi. E’ così che Rocco accetta la sua difesa.

Il telefilm – di chiaro gusto americano – insiste nella critica alla 180 a più riprese e non certo casualmente è ambientato a Trieste.
Mi pare sia in linea con quanto proposto da Storace – quindi ritorno strutture chiuse in protezione a famiglia e società – e sia parte della strategia di plasmazione dell’opinione pubblica assieme ai servizi giornalistici che sempre più spesso trattano in modo sensazionalistico temi delittuosi legati a soggetti psichicamente disturbati.
Ritengo inoltre che il fatto che un prodotto televisivo così ben confezionato venga mandato in onda in prima serata di un prefestivo su rai uno sia un segnale che l’offensiva reazionaria verso i temi della salute mentale sia meno estemporanea di qualche battuta che può aver fatto il ministro della sanità.