GRAN BELLA CITTA' LIVORNO…

In ottanta all’assalto dei carabinieri
I 3 militari stavano aiutando i vigili del fuoco a passare tra le auto dei giovani lasciate in doppia fila
Luciano De Majo

Un’altra notte brava: aggrediti anche due paracadutisti in un bar

 

LIVORNO. Bottiglie di vetro, biglie di metallo, bulloni, cuscinetti a sfera. E poi calci e pugni. La guerriglia è durata poco, ma sono stati minuti d’inferno per tre carabinieri, aggrediti nella notte fra venerdì e ieri nel centro di Livorno, tra piazza Attias e via Marradi, nei pressi di un bar abituale ritrovo di molti giovani. La pattuglia aveva appena contribuito a sbloccare il traffico ingolfato a causa delle auto parcheggiate in doppia fila, che impedivano a due mezzi dei vigili del fuoco di passare per arrivare al posto dove erano stati chiamati per un intervento.
 I fatti. E’ passata l’1 da una decina di minuti quando un furgone dei Vigili del fuoco e un’autoscala stanno percorrendo via Marradi, dirigendosi verso la via San Giovanni dove c’era da sistemare un lampione. Dietro ai due mezzi si trova a passare una pattuglia dei carabinieri che notano che uno dei vigili del fuoco è sceso a terra per cercare di aprire un varco nel traffico bloccato dalle auto che provengono in senso opposto, da quelle parcheggiate in doppia fila e dal folto gruppo di giovani che frequentano un bar della zona. Visto che il mezzo di soccorso non riesce a passare i carabinieri decidono di aiutare i vigili del fuoco a raggiungere il luogo dove sono chiamati. Nel giro di qualche minuto, l’azione congiunta carabinieri-vigili del fuoco consente di superare il blocco. Ma è a questo punto, non appena i vigili ripartono, che scocca la scintilla: dal gruppo dei giovani, un’ottantina, volano un paio di bottiglie che infrangono il lunotto dell’auto dei carabinieri, una Fiat Stilo. A bordo ci sono un maresciallo e due carabinieri. Uno dei tre scende e impugna una pistola, ma gli aggressori non si placano. Il lancio di oggetti continua: oltre alle bottiglie, anche oggetti di metallo. Poi qualche colpo proibito. I carabinieri riferiranno, nella mattinata, che uno dei loro colleghi è stato gettato a terra e preso a calci in faccia. Quando arrivano i rinforzi, il branco si dissolve un pochi secondi. E’ un fuggi fuggi, nella rete dei carabinieri non rimane nessuno. I tre militari aggrediti vanno al pronto soccorso: sette giorni di prognosi per ognuno dei due carabinieri, di 26 e 30 anni, e cinque per il maresciallo, 47enne.
 L’indagine. «Posso assicurare che ce la metteremo tutta per prendere questi vigliacchi: se pensano che li lasceremo in pace, se lo tolgano dalla testa». Il colonnello Giuseppe Santoro, comandante provinciale dell’Arma, è amareggiato nel commentare l’accaduto. «E’ un atto indegno di un paese civile – prosegue – proprio perché compiuto dopo un nostro intervento per agevolare i vigili del fuoco. Davvero inspiegabile». I carabinieri si sono subito rivolti alla procura della Repubblica e hanno cominciato a lavorare di buona lena. Hanno un asso nella manica: alcuni filmati che hanno visto e rivisto, passandoli al setaccio. La zona, infatti, è videosorvegliata, da una telecamera installata a suo tempo nell’ambito del progetto «Città sicura» promosso dal Comune e, probabilmente, anche da un’apparecchiatura della vicina Cassa di Risparmi. Ma è anche possibile che alcune immagini provengano da qualche telefonino: i carabinieri hanno, infatti, cercato di rintracciare ogni possibile testimonianza, anche degli abitanti della zona.
 E al Tramezzino… Tre ore dopo il caos infinito di via Marradi, un altro episodio conclude la «notte brava» livornese. Al bar «Il Tramezzino», angolo fra viale Carducci e viale Nievo, non lontano dalla stazione, due giovani paracadutisti di 22 anni vengono aggrediti da un gruppo di livornesi. Volevano attaccar briga ad ogni costo. «Siete militari? Allora, tutto tranquillo per voi stanotte?». Il riferimento, evidente, era ai fatti accaduti qualche ora prima in centro. O la notizia si era già diffusa dall’altra parte della città oppure gli aggressori, ubriachi, erano presenti anche in via Marradi. In due, dopo l’intervento di una volante della polizia, sono stati denunciati, per minacce e vilipendio alle istituzioni dello Stato, alla bandiera, alle forze armate e alla religione. Uno, ventenne, anche per apologia di fascismo e discriminazione razziale: sosteneva che solo ai tempi del Duce certi problemi venivano affrontati con determinazione. L’altro, invece, di 24 anni, si professava comunista fino a intonare canti partigiani. Ma, esattamente come l’amico, diceva che extracomunitari ed ebrei erano la rovina della città.

(14 gennaio 2007)

3 thoughts on “GRAN BELLA CITTA' LIVORNO…

  1. Livorno è una bellissima città e non è giusto infarmarla per colpa di alcuni cretini…non c’è solo questo a Livorno…t’inviterei a passare da qui, a farti una passeggiata sul lungo mare o in centro…e perchè no andare a cena con i Livornesi…

    Ci sono cose peggiori che accadono in altre città…stupri a milano, omicidi a Roma ecc..però “com’è bella Roma…”…Non è giusto puntare il dito contro una città per colpa di 10 cretini….NOI non siamo 10 siamo 170 mila…

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