MIRA E DORA E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO



In questi giorni sto ricevendo lezioni sullo spirito del capitalismo (o più che altro sulla sua stolidità forse persino superiore alla mia).

Mira
In autostrada dopo aver spiegato a Mira che mi ero fermato per prendere il ticket per poi pagare all’uscita Mira guardando perplessa le altre auto mi chiede: "Ma perché gli altri vanno sulla nostra strada?". La distinzione tra valore di scambio e valore d’uso è eccessivamente cervellotica per una mente non ancora sufficientemente addomesticata.

Dora
Sposto Dora che ho in braccio da un braccio all’altro e pesco dal cesto della frutta un paio di ciliege scavando tra le albicocche. Noto un segno tra l’arancione e il marroncino sulla mano con cui ho colto le ciliege. Un po’ di sostanza organica di qualche albicocca un po’ troppo matura penso e senza pensarci troppo mi lecco la mano… di sostanza organica si trattava sì però di altro genere come avrei dovuto arguire dal sorriso soddisfatto di Dora… il colmo è che la sensazione è stata di stupore e divertimento e non di schifo (il gusto di escrementi di un lattante in qualche modo richiamano la sua alimentazione quasi un gelato o frappè gusto merda)

Che io non pensi è noto ai più ma ora prostrato dal ritorno al lavoro mi diverto (qualcuno conoscendomi potrebbe alludere alla mia nota perversione ma posso garantire che la coprofagia è una delle poche da cui sono completamente indenne) nel mangiar merda… la forza dell’abitudine…

Ceghe coprofago per caso forse prossimamente sodomita per vocazione…

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