Semi salvadis: guerrilla gardening in Friuli

da Konrad n. 214, marzo 2016, p. 17

Semi salvadis (semi “selvaggi” in lingua friulana) è un gruppo che nasce nel 2012 tra persone accomunate dall’interesse per il guerrilla gardening: un particolare tipo di azione politica non violenta in cui obiettivo è quello di individuare aree verdi pubbliche in stato di abbandono e comporre strategie per rivitalizzarle, per riappropriarsene, favorendo nuove occasioni di socialità.

Il primo progetto realizzato dai Semi salvadis è stata la creazione di un orto urbano ai Rizzi nella periferia di Udine.

In un angolo di un grande prato abbandonato sono state piantate e seminate varie piante aromatiche, da orto e arbusti, grazie alla solidarietà di persone amiche o simpatizzanti. In questa stessa area ci sono state in seguito delle serate di convivialità e musica, sia per festeggiare ed utilizzare in maniera nuova lo spazio, sia per coinvolgere il vicinato, che – ahimè- ha risposto solo in parte.

Per questo motivo e per difficoltà logistiche il progetto si è poi diretto verso Chiavris in una zona più centrale del capoluogo friulano. Qui è stato costruito un nuovo orto nell’unico spazio verde della zona residenziale ricco di alberi e vegetazione, rifugio per uccelli e piccoli mammiferi che resistono in quest’area della città. In questo caso la risposta del vicinato è stata in generale positiva e partecipata, al di sopra delle aspettative.

Questa partecipazione ha alimentato l’iniziativa e ha dato la forza a tutti e tutte per perseverare, nonostante due episodi vandalici. Dopo alcuni confronti con il vicinato e con le persone che si erano già mosse per la salvaguardia di questo spazio, minacciato da un progetto di realizzazione di un parcheggio e di una villetta, è stato deciso di portare avanti una nuova iniziativa: la realizzazione di un giardino botanico. La scorsa estate, quindi, alcuni bancali sono stati trasformati in panchine e tavoli e ora, sempre utilizzando materiali riciclati, si stanno costruendo dei cartelli con le denominazioni botaniche delle piante spontanee dell’area che, trovandoci in un contesto urbano sono variegate in modo stupefacente.

Scrivono i membri di Semi salvadis:

Abbiamo intenzione di trasformare questo spazio in un’area fruibile, dove ognun* possa sentirsi liber* di viver-lo e migliorarlo a modo suo, nel rispetto degli ideali da cui siamo partit* e che ab-biamo condiviso e dichiarato apertamente: antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antispecismo. Abbiamo deciso di prendercene cura per provare a dare il via ad uno spazio di incontro ed autogestito, un punto di condivisione al di fuori delle logiche consumistiche da bar o delle sterili logiche elettorali e vorremmo che altr* sentissero il bisogno di farlo proprio, senza curarsi di avere il permesso per frequentarlo, tagliare l’erba, costruire un’altalena. Aspettare il permesso ha significato farci crescere i rovi che lo rendevano impraticabile; non utilizzarlo potrà significare farlo diventare un parcheggio.

Contatti: [email protected]