CANI E GATTI

Negli scorsi giorni causa il maltempo e la disperazione da asili chiusi come spesso in questi casi per far sfogare le bimbe e uscire dall’universo concentrazionario familiare andiamo in biblioteca (non prima di aver fatto un salto in privata of course…).
Prima di far scendere le bimbe dall’auto, quando arriviamo davanti alla biblioteca, vado a sincerarmi non fosse chiusa visto il periodo festivo.
Legato alla ringhiera antistante c’è un cane credo bastardo anzi sicuramente bastardo e anche meticcio ma simile a un bracco tipo un Pluto o Pippo in carne, bava e ossa. Appena mi avvicino lo stronzo inizia ad abbaiarmi contro e a ringhiare: “cazzo vuoi tanto sei legato… ti venisse a te e al tuo padrone…” penso con disappunto.
In ogni caso la biblioteca è aperta e le bimbe hanno necessità dell’ora d’aria (e io con loro) allora le faccio scendere dall’auto per entrare. Appena ci avviciniamo il bracco subito ricomincia ad abbaiare fino a sbavare come una bestia rabbiosa. Mira lo cogliona facendogli il verso ma man mano ci avviciniamo le passa la voglia di deriderlo (e le faccio notare che meglio non scherzare troppo con le bestie o meglio con certe bestie…. e il discorso vale anche e soprattutto per bestie a due zampe e senza piume…). Il cane si mette tra noi e la porta della biblioteca ma le mie solide scarpe antinfortunistiche gli suggeriscono di non avvicinarsi troppo ed entriamo. Appena dentro chiedo ad alta voce e con tono esacerbato di chi fosse il cane legato fuori dalla porta. Una vecchia – squallido avanzo del ’68 a giudicare dallo stile – credendosi simpatica chiede: “Perché ve gà magnà?” io la guardo dopo di che guardo le mie bimbe come a fargliele notare. Non ho ritenuto opportuno aggiungere altro e per fortuna un’altra utente della biblioteca lo ha fatto al posto mio. Il nervoso e le cattive vibrazioni le accumulo più dopo questa risposta che per il grugno del cagnaccio.
La padrona del bracco-bastardo come soluzione lo va a prendere e lo porta all’interno della biblioteca…
Sinceramente io non ho mai avuto una grande simpatia per i cani  (e ne ho sempre meno per i PADRONI di cani…). Io credo sia un po’ una cazzata l’aforisma attribuito a Rosseau sugli amanti di cani e gatti – anche se non nego che un po’ in certi periodi mi sia piaciuto – secondo cui: “Gli artisti, i ribelli e gli introversi preferiscono i gatti; i soldati, gli estroversi e gli autoritari preferiscono i cani”.
Quel giorno ho preso a prestito totalmente a caso un libro “dei” Freak Brothers e questa è – credo simbolicamente – la prima striscia di vignette…
 

a proposito di gatti: dopo 20 anni (circa) il gatto Rufius è passato dalla parte dei più: gli mando un saluto e una carezza sul suo morbido pelo rossiccio…


PS sono riuscito a riferire questo episodio che mi fa tuttora tremendamente incazzare senza neanche una bestemmia e con un uso contenuto del turpiloquio… non mi riconosco più…

A volte ritornano…

Sono mesi che non scrivo sul blog… il periodo più lungo di inattività da quando l’ho creato credo…
i motivi credo siano diversi dal fatto che sul pc ora sono preso da facebook (che come scrissi kills the blogs stars… [link], in più curo altri due blog non personali a cui mi dedico con maggiore applicazione), il fatto poi che gli ultimi commenti che ho ricevuto siano più o meno tutti di insulti o minacce per post fatti forse con leggerezza mi ha – in un periodo di censura del web – un po’ scoraggiato a scrivere e talvolta fatto pensare a chiudere definitivamente il blog…
in ogni caso sono tante le cose che da agosto avrei voluto scrivere: dalle ferie in Istria seguendo itinerari inseguendo Tomizza e suggestioni di Magris, a tutte le tribolate vicende per l’acquisto della nuova casa (vicende peraltro tuttora in itinere), alle storie familiari, ai vari malanni della psichiatria triestina e non, alla ripresa degli studi (più teorica che pratica in effetti), alle piccole e meno piccole lotte e confronti con i sovversivi bisiachi, ecc. ecc. ecc. …
Ora è un periodo di transizione nella mia vita (da) privata e non so se proseguirò con questo blog. Resta da capire se ha più senso uccidere un blog o lasciarlo moribondo con talvolta qualche apparenza di vita… voi che dite?
ciao o addio? chi pol dir?

Otto Disc a in Bisiacaria? Monfalcone come Springfield (parte II)

Questa settimana mi è giunta ulteriore conferma che Monfalcone è come Springfield dei Simpson al di là della differenza che la centrale – per il momento –  è a carbone e non nucleare.
Nei primi giorni della settimana i media locali – lo squallido Piccolo che come ho scoperto da quando vivo da ‘ste parti compete con il Fessaggero quanto a pessima qualità… – ha rilanciato la notizia con il solito stile accusatorio e infamante che uno degli autisti comunali dello scuolabus è stato arrestato per possesso di “erba in quantità rilevante” (come cantavano i monfalconesi THC...) e in effetti 1 kg non so se è considerabile per uso personale… Il fatto poi che il tipo fosse legato (a livello di inchiesta poi non so se ci fosse pure del tenero tra l’improbabile coppia sballone-guerrafondaio…) a un ufficiale dell’esercito vivente a Tarcento in possesso di un casino di armi non convenzionali e non denuciate  (anche se stranamente non si tratta del “Comandante” di stanza a Collalto…) mi ha fatto ridere…
A posteriori Frà ha capito perché l’autista dell’autobus era sempre di buon umore e canticchiava le stupide canzoncine che si inventavano i bambini su cacca-pupù e altre amenità…
Per il resto breve periodo di indisposizione dettato non dal mio solito flusso copioso di sangue emorroidale da periodo di intensa ubriachezza ma probabilmente da virus rompiballe dovuto in effetti ad un mio eccessivo igienismo (che di per sé è già una malattia). Visto che sono stato ripetutamente sfottuto per questo volevo puntualizzare che la mia pulizia è dovuta alla frequenza con cui vado a prendere il bagno con le bimbe… sinceramente dopo un bagno a Sistiana mi faccio la doccia… tra l’altro – alla faccia del mare (pare non più) inquinato di Marina Julia – a Sistiana mi sono trovato sul costume e sui salvagenti delle bimbe delle belle chiazze nere dovute a derivati del petrolio…


[a grande richiesta il blog torna pubblico anche se mi riservo di cancellare vecchi post…]

A Dragozetici

In seguito ad un invito di un collega chersino a casa sua sull’isola ho abbandonato ogni proposito e programma di un 1° maggio militante in favore di una tre giorni di bagordi…panorma di Dragozetici con la pioggia dalla casa in cui siamo ospiti

Viaggio di andata vicino a un Odissea: 5 ore di viaggio tra fermate tecniche per le bimbe, strade sconte in Slovenia per non dover pagare l’esoso bollettino per le autostrade, attese di traghetti, sbagli di strada ecc ecc. In ogni caso arrivo a Dragozetici sull’isola di Cherso nel primo pomeriggio con nervi a fior di pelle per l’isteria delle bimbe affamate, accaldate e stanche. Proviamo subito a rilassarci ma il paese si arrampica sul crinale che scende verso il mare e le case rispecchiano il territorio di cui sono parte: continua minaccia di incolumità per Mira e Dora che come palline di un flipper corrono da una parte all’altra.

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Facebook killed the blog's stars

Ultimamente preso dalla psicosi Facebook sto trascurando più che mai il blog e sì che di cose ne sono successe ultimamente: dall’ennesimo infortunio sul lavoro con tanto di collare elisabettiano compreso nel mio nuovo look, alla prima riuscita iniziativa dei sovversivi isontini con tematica zinghera alla presenza tra l’altro di un amico di De Andrè curiosamente astemio. Se tutto va come si spera poi il trasloco di Ceghe a carattere migratorio interno al Bizijakistan nel giro di questa settimana dovrebbe essere quasi definito però par cumò al’è dut un baraciâr…
Devo però assolutamente raccontare questo episodio: la settimana scorsa a Trst per cospirare con altri “compagni” in un “baretto” mentre mi sto accingendo ad uscire assieme a Mira e Dora che mi accompagnavano visto che non sapevo dove lasciarle e con il consueto trambusto tra passeggini, giubotti ecc. (stranamente a Trieste c’era la bora quel giorno…) entra il noto cantante triestino Pilat.
Apprezzato soprattutto per il suo cognome (peccato che di nome faccia Lorenzo e non Ponzio ma va beh…) si dirige con passo malfermo ordinando una birretta verso il banco a cui si aggrappa facendo cascare a terra con clamore e mandando in mille pezzi una delle tipiche brocchette col latte (che si è sparso ovunque) necessarie alle innumerevoli e incompresibili varianti di degustazione di caffè dei triestini. Dopo questa goffa performance della star triestina (dovuta forse più agli acciacchi dell’età che all’abuso di alcolici anche se la seconda ipotesi non credo si allontani troppo dalla verità comunque) ho sperato che il buon Pilat non ci lasci troppo presto: la popolazione legata al kitsch triestino è già prostrata dalla recente dipartita del barzellettiere Luciano Bronzi la scomparsa di un altro personaggio di tale levatura sarebbe troppo… Trieste senza kitsch sarebbe come Venezia senza il mare….

bilirubina is in my mind

dopo anni sono andato a donare il sangue o quel che ne resta oggi mi sono arrivate le risposte delle analisi… incredibilmente nonostante ogni mio terrorismo verso il mio cervello, il mio fegato, i miei polmoni e tutto il resto ho solo un valore sballato… ovviamente la bilirubina ma anche questa di poco… però sarà forse dovuto a questo il mio carattere bilioso appunto….
non so a cosa possa essere dovuto il mio essere palloso invece… mah…
per il resto solita vita. lavoro due palle, a casa solite cose bimbe più o meno insonni, fatto il preliminare del preliminare e credo di aver la stessa sensazione di quando si fa troppo petting (modo anglofono di dire preliminari in fin dei conti) senza eiaculare: mi duolono i coglioni…
in più pare arrivare la primavera e penso che odio gli sbalzi ormonali sia miei che altrui
propongo la castrazione chimica per tutti
io per ora sono talvolta vittima di fame chimica ma non è proprio la stessa cosa anche se in realtà aiuta
vorrei non ci fossero più le mezze stagioni sul serio: o inverno o estate
basta! no stati intermedi, no tepore primaverile o colori autunnali.
e vonde
sarò manicheo o manicone non so… tant’è talvolta la penso così…

Ceghe è un eroe! E invece non ero io…

La storia è questa; un romeno, Mihai Ceghe, accompagnava sua moglie al lavoro alle 06.30 mattina in una Roma sotto l’assedio della pioggia. Sulla strada trova il passaggio sotto la ferrovia dove passava abitualmente allagato. Vede due macchine che galleggiavano e pensa che deve fare un’altra strada. Dopo aver fatto marcia indietro però, vede nel retrospecchio che una delle macchine aveva i fari accesi. Guardando meglio gli sembra di vedere anche una mano. I pochissimi gradi sopra lo zero non impediscono al romeno di scendere e buttarsi nell’acqua per prestare soccorso. Appena in tempo salva la vita ad un pensionato italiano, Romano Santilli (76 anni). Perché l’ambulanza ritardava lo porta in ospedale dove i medici riescono a stabilizzarlo.

Nello stesso giorno il romeno va in ospedale ad assicurarsi che è tutto a posto. Porta con sé i suoi bambini, non per vantarsi, ma per insegnarli quanto vale un gesto e quanto può cambiare. Infatti, la moglie di Romano, Anna Teresa Iacchini (67 anni), non smette di ringraziare il romeno e dice: “Non ero preparata per essere vedova, anzi preparavo il cinquantesimo anniversario del nostro matrimonio; ringrazio il signore romeno che mi da dato la possibilità di vivere questa emozione”.

da http://parliamoci.wordpress.com/2008/12/17/spazio-per-una-bellissima-storia/#comment-44

foto: http://www.obiectivdesuceava.ro/index.php?page=articol&ids=46806

secondo me più che a un ceghe somiglia a un hudoroviceghe comunque…

Convalescenza

 

Dopo una breve ma intensa malattia è molto difficile recuperare senza il supporto dell’amata bottiglia per via degli antibiotici né di altre sostanze spiritose per via del mal di gola e la febbriciattola di risulta. Tanto più se ci si cura con sciroppi-elixir-balsami biologici-biodinamici-biorepellenti al retogusto di carbonchio e lumaca da far rimpiangere l’amarezza di Rossana. In tutto questo poi la presenza di bocche da fuoco anzi da sterco di grosso calibro (anche se non sembra però si sa l’apparenza inganna e l’aperol si ingolla…) peggiora le cose con pannolini fumanti che sì intiepidiscono disgustosamente gli ambienti ma altresì li ammorbano come Arbre magique alla fragranza “diarrea”… Dulcis in fundo oggi si è pure otturato il cesso… che se non bevo però dopo un paio di giorni di pausa il mio retto rivede il consueto traffico di vagoni marrone destinati ad inabissarsi in Adriatico dove li risaluterò quest’estate da Marina Julia… insomma oggi più che rimettermi mi vien da rimettere…