‘Per un welfare di qualità’

Giustizia sociale, diritti, dignità
Lo scorso 16 dicembre a quasi 2 anni dalla scadenza è stato rinnovato il contratto  collettivo nazionale per le cooperative sociali.

Immediatamente evidente dal punto di vista economico la totale resa, in nome delle esigenze di bilancio di amministrazioni locali, aziende sanitarie e gruppi dirigenti delle cooperative sociali, penalizzando gli stipendi dei lavoratori che si trovano a pagare in questo modo “la crisi”.
La mancanza del riconoscimento degli arretrati e l’aumento spalmato in tre tranche (l’ultima a contratto già scaduto!!!) di 70 miseri euro lordi è persino offensiva per chi ha la busta paga spesso in sole 3 cifre…
Ma la vera novità di questo contratto è l’introduzione dell’apprendistato formativo che consentirà di assumere un numero di apprendisti che può arrivare a un numero pari all’80% del resto dei dipendenti della cooperativa stessa prevedendo retribuzioni tra l’85% e il 90% del salario pieno della qualifica da conseguire… insomma una ulteriore e pericolosa incentivazione del precariato.
I sindacati concertativi hanno spinto anche per la “sanità integrativa”, in base alla quale le cooperative dovranno versare 5 euro mensili a fondi privati per l’assistenza sanitaria integrativa: dove andranno a finire i versamenti? Quanti di questi fondi sono-saranno direttamente riconducibili ai firmatari di questo verbale di accordo?
Il potenziamento della contrattazione decentrata poi è decisamente preoccupante, visto anche il totale lassismo in merito di CGILCISLUIL categoria “FUNZIONE PUBBLICA”, distratte e distanti dalla peculiare categoria costituita dai lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali. Il 20 gennaio scadeva il periodo per le consultazioni tra i lavoratori per l’approvazione del rinnovo contrattuale previste dal verbale di accordo firmato a dicembre. A quanto pare – ma allo stato attuale non risultano dati complessivi e definitivi – c’è stato un prevedibile 90% a favore del rinnovo anche perché quella è stata l’unica posizione presentata all’interno dei luoghi di lavoro essendo la linea ufficiale dei firmatari del verbale d’accordo.
Le ragioni del NO sono state portate avanti da poche voci di dissenso all’interno dei luoghi di lavoro ma laddove questo è successo, grazie anche alla mobilitazione di USB, USI-AIT e Cobas (ad esempio nel bolognese, nel lodigiano e in Friuli Venezia Giulia), nelle assemblee i NO sono stati preponderanti e si sono realizzate anche altre iniziative di protesta.
Queste assemblee, del resto organizzate male e tardivamente, hanno avuto una scarsissima partecipazione dimostrando come si sia trattato solo di un’operazione demagogica necessaria, oltre che alla rapida approvazione del contratto, forse anche perché CGILCISLUIL portassero quanto prima agli incontri con il governo il trofeo dell’apprendistato anche nel CCNL della cooperazione sociale: tra i primi (il secondo per l’esattezza) a recepire la normativa Sacconi in materia (D. lgs. 167/2011).
Insomma si è svenduta la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici (e ricordiamo che queste ultime costituiscono la maggioranza degli impiegati nel settore) precarizzando sempre più un settore già poco tutelato e impoverendolo ulteriormente con aumenti che non coprono neppure la perdita di potere d’acquisto subita negli scorsi anni.
Dulcis in fundo la presa in giro della consultazione ai lavoratori che finge una pratica partecipativa che nei fatti non esiste (ma questa mistificazione è un vizio atavico della cooperazione sociale). Questa che è una vera e propria aggressione agli stipendi ed ai diritti è ulteriormente aggravata dal fatto che colpisce una categoria di lavoratori che – seppure spesso invisibili – offrono servizi essenziali a categorie fragili: bambini, anziani, disoccupati, minori con disagio, migranti, rifugiati politici, disabili fisici e psichici, minoranze etniche, ragazzi e ragazze con problematiche scolastiche o con l’uso di sostanze, detenuti…
“Giustizia sociale, diritti, dignità: per un welfare di qualità” era scritto su un cartello ad un recente presidio di protesta organizzato da USI-AIT e USB a Trieste contro questo contratto.
Ed è solo il minimo che si possa pretendere.

Luca (USI-AIT cooperative sociali)

pubblicato anche su Umanità Nova

QUALCOSA DI SINISTRA: ovvero la coop sei tu…

All’Ipercoop in trenta senza più contratto
(d.l.) Sicuramente le prime settimane di avvio – nell’ottobre scorso – del nuovo ipermercato e il successivo periodo natalizio avevano mostrato la necessità di un numero di dipendenti piuttosto elevato. Finito il “boom” dello shopping natalizio, evidentemente, acnhe l’affluenza di consumartori alla nuova Ipercoop si è ridotta. È stato così necessario mettere mano e ritoccare la “pianta organica”. Una trentina di addetti, con il mese di gennaio, non ha avuto la conferma contrattuale.
In realtà – come spiegato dal sindacato del comparto commerciale – non si tratta di dipendenti diretti di Coop Consumatori Nordest, ma di personale che era stato assunto dall’agenzia “Obiettivo Lavoro” e che con l’inizio del 2007 avrebbe dovuto essere assunto dal colosso cooperativo della distribuzione alimentare. Lo scorso anno l’agenzia per il lavoro (ex interinale) su richiesta della Coop aveva assunto circa centocinquanta addetti che dopo un periodo di formazione ad hoc avevano comincaito a lavorare all’Ipercoop Meduna. Dopo il primo periodo di tre mesi, questi lavoratori sono passati dall’agenzia alla Coop Nordest. Ed è proprio in questo passaggio che il supermarket del nuovo centro commerciale ha dovuto ritirare le sue esigenze di personale. È così che, almeno per il momento, una trentina di addetti sui circa 150 complessivi non è stata assunta da Coop Nordest. Per i rimanenti l’Ipercoop ha siglato dei contratti di apprenditatao e a tempo determinato. Per questi ultimi lavoratori scatta ora l’accordo che Ipercoop e sindacato avevano raggiunto nei mesi scorsi: l’intesa prevede sostanzialmente delle condizioni migliorative rispetto al contratto nazionale degli addetti del commercio e fissa una percentuale di conferma, a tre anni di distanza dall’avvio del negozio, di almeno il 75 per cento di tutti i dipendenti. Resta invece ancora aperta la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo di tutti i dipendenti. Vertenza che ha visto i commessi scioperare alla vigilia dello scorso Natale.
 
Da Il Gazzettino di Pordenone, venerdì 26 gennaio 2007, pag. III

QUALCOSA DI SINISTRA: ovvero la coop sei tu…

All’Ipercoop in trenta senza più contratto
(d.l.) Sicuramente le prime settimane di avvio – nell’ottobre scorso – del nuovo ipermercato e il successivo periodo natalizio avevano mostrato la necessità di un numero di dipendenti piuttosto elevato. Finito il “boom” dello shopping natalizio, evidentemente, acnhe l’affluenza di consumartori alla nuova Ipercoop si è ridotta. È stato così necessario mettere mano e ritoccare la “pianta organica”. Una trentina di addetti, con il mese di gennaio, non ha avuto la conferma contrattuale.
In realtà – come spiegato dal sindacato del comparto commerciale – non si tratta di dipendenti diretti di Coop Consumatori Nordest, ma di personale che era stato assunto dall’agenzia “Obiettivo Lavoro” e che con l’inizio del 2007 avrebbe dovuto essere assunto dal colosso cooperativo della distribuzione alimentare. Lo scorso anno l’agenzia per il lavoro (ex interinale) su richiesta della Coop aveva assunto circa centocinquanta addetti che dopo un periodo di formazione ad hoc avevano comincaito a lavorare all’Ipercoop Meduna. Dopo il primo periodo di tre mesi, questi lavoratori sono passati dall’agenzia alla Coop Nordest. Ed è proprio in questo passaggio che il supermarket del nuovo centro commerciale ha dovuto ritirare le sue esigenze di personale. È così che, almeno per il momento, una trentina di addetti sui circa 150 complessivi non è stata assunta da Coop Nordest. Per i rimanenti l’Ipercoop ha siglato dei contratti di apprenditatao e a tempo determinato. Per questi ultimi lavoratori scatta ora l’accordo che Ipercoop e sindacato avevano raggiunto nei mesi scorsi: l’intesa prevede sostanzialmente delle condizioni migliorative rispetto al contratto nazionale degli addetti del commercio e fissa una percentuale di conferma, a tre anni di distanza dall’avvio del negozio, di almeno il 75 per cento di tutti i dipendenti. Resta invece ancora aperta la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo di tutti i dipendenti. Vertenza che ha visto i commessi scioperare alla vigilia dello scorso Natale.
 
Da Il Gazzettino di Pordenone, venerdì 26 gennaio 2007, pag. III

IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA

Per chi come me lavora in psichiatria questa espressione non può che significare che il livello del piscio ha superato il livello dell’acqua alla gola. Del resto non scrive forse Rotelli: «Il prof. Diatkine, psichiatra di fama mondiale, veterano per età e per esperienza, dirige a Parigi una delle istituzioni più avanzate della psichiatria europea (nel XIII° arrondisement), mi dice: «Se, come psichiatra, entri in un luogo e senti un puzzo misto di fumo ed orina, a occhi chiusi, tu puoi dire ‘on chez nous’». Noi psichiatri possiamo dire “siamo a casa nostra”.»? [Franco Rotelli Per la normalità – taccuino di uno psichiatra: scritti 1967-1993, edizioni e, Trieste, 1994, pag. 123] Ma anche noi "miseri" operatori sociali… che poi a differenza degli psichiatri dobbiamo anche pulire…
Foul’s golden shower!

DEL VINO MOLTO COSTOSO…

Oggi dopo una riunione di lavoro piuttosto tesa cosa di meglio che andarsi a bere un po’ di vino in una delle splendide bettole triestine  – quelle piene di vecchi e vin furlan per intenderci – per rigenerare l’animo?
Mi guida Enzo – non mio papà… ma un amico che pur non essendo triestino ormai sono talmente tanti anni che ci abita che ha preso usi e costumi locali – in un ambiente che conosce lui. Arriviamo in zona Roiano e vedo delle auto parcheggiate sul marciapiede.

Dico: “Io però non sono ancora così triestinizzato da fare parcheggi così!”
Lui mi fa: “Volevo proprio dirti di parcheggiare lì! Sta tranquillo io abitavo in zona e passano assai di rado i vigili. L’osteria poi è dietro l’angolo…”

L’osteria in effetti è a 10 metri di numero…
Ci prendiamo 1/2 litro di refosco e iniziamo a chiacchierare.
Dopo un po’ l’oste fa: “Xe i vigili che i gà pittura tutte le auto in sosta!” (o qualcosa di simile… non sono ancora triestinizzato appunto…)
Dio cane esco e gli sbirracci mi avevano appena “pitturato” l’auto.
2.40 + 71 € per mezzo litro di refosco: avessimo ordinato borgogna o champagne l’avremmo pagato di meno…
Grazie ai consigli di Enzo e all’amministrazione comunale di Trst che per pagare la pavimentazione di piazza Unità che è saltata per aria fa pagare ai poveri parcheggiatori in sosta…
oltretutto in un paese civile i vigili prima di dare le multe passano nei bar a chiedere se qualcuno ha l’auto in divieto…

Tra le altre cose oggi compie gli anni Fuma… Auguri Fuma! Attento ai vigili quando vai a bere a Roiano se ti dovesse capitare… ipotesi del resto piuttosto remota. Il vino comunque non era niente male anche se è risultato salato…