Volpe in gabbia!?

Notizia di ieri Diego Volpe Pasini – ritenuto dai più maggiormente pericoloso del suo quasi omonimo (che in quanto Volpe è pure lui in gabbia condividendo l’amaro destino di questi simpatici mammiferi considerati fonte di pelliccia e di cui portano indegnamente il nome) appartenente alle Bestie di Satana – il destro (ma sarebbe meglio chiamarlo mal-destro visti i suoi continui guai con la giustizia) sdoganato a sinistra dal magnifico Furio è stato arrestato perché non pagava gli alimenti alla ex moglie… Pare le abbia pure detto in un momento di triestinità immotivata “magnime’l cul e spudime il buso” frase che ha esacerbato vieppiù la ex consorte c’è da credere… I problemi di volpe con gli alimenti sono del resto annosi almeno a partire della famosa questione dell’uva che tuttora gli turba le notti…

Se non fosse che i ricchi – ancorché bancarottieri – non finiscono in carcere tanto più se sono politici sarebbe bello il nostra Diegghe finisse in cella con qualche zinghero o extracomunistario così potrebbe illustrargli meglio le sue idee su campi nomadi e sicurezza… certo con lui dentro si sta più sicuri fuori: ora finalmente si è capito che la delega alla sicurezza era da intendersi nel senso che è stato consegnato ai secondini…

cose di psichiatria

4 dicembre:

Uccide moglie e figlio di 4 anni e si suicida a Tarcento da dieci giorni era in cura con antidepressivi. Lavorava al comune di Tavagnocca e giocava a pallone nel campionato amatori del ‘Friuli Collinare’ e questo spiegherebbe diverse cose… oltre al fatto che viveva a Tar100 ovviamente…


 

5 dicembre:

E’ accusato di tentato omicidio il friulano 49enne seguito dai servizi di salute mentale che ha aggredito ieri a Pagnacco un impiegato comunale. Avrebbe cercato di colpirlo ben 15 volte con un utensile appuntito, forse un cacciavite.


 

15 dicembre:

Madre uccide figlio 7 anni a Udine. La donna, si è appreso, era da un po’ di tempo in cura per delle crisi depressive. Del resto viveva a Molino per di più vicino al Tromba…

 


Tutte queste persone abita(va)no nella zona di competenza del Centro di Salute Mentale di Udine Nord o di quello di Tarcento (ma il tipo di Tarcento da quanto ho capito veniva seguito privatamente…) … gran bel lavoro non c’è che dire….

Forse però si può semplicemente inferire che i furlani sono pazzi omicidi…

CESTIL

Certo è che secondo me sarebbe interessante uno studio sulle lingue di sottoculture come quelle del "quartiere". In altri casi probabilmente qualcuno lo avrà fatto ma non credo nel caso specifico. Caso di una lingua – o sarebbe meglio dire idioma o ancor meglio gergo – che qualcuno dice essere già morta e pare sopravviva solo in qualcuno che emancipatosi dalla realtà del quartiere (quindi lingua morta o meno comunque avendo posto una distanza da questa parlata) con distacco e nostalgia al tempo stesso ne rievoca le atmosfere ora cupe ora spensierate o di chi come me ne è sempre stato in tangenza (ma mai realmente immerso) ne ride.

[Filmati segnalati da Checcocheccochecco]

FANCULO LA VENEZIA GIULIA!

“Il nome di Venezia Giulia si richiama alla tradizione romana della Venetia et Histria e delle Alpes Iuliae, ricordando il substrato venetico e le imprese di Giulio Cesare e di Cesare Ottaviano Augusto, entrambi della Gens Iulia. Esso fu proposto nel 1863 dal glottologo goriziano Graziadio Ascoli (il promotore della «questione ladina» [a lui è intitolata la Societât Filologjche Furlane eretta in Ente Morale con R.D.L. del 7 agosto 1936 in pieno fascismo N.d.Ceghe] ), in contrapposizione a quello corrente di Litorale Austriaco (o austro-illirico) per affermare l’italianità di quelle terre irredente, in analogia con il nome di Venezia Tridentina, proposto per il Tirolo meridionale.

Questi nomi avevano anche l’obiettivo di ristabilire il legame storico e culturale delle terre venete, alla vigilia della III guerra d’indipendenza che portò all’annessione del Veneto (o Venezia propria), ribattezzato dall’Ascoli con il nome di Venezia Euganea [ecco le Tre Venezie… N.d.Ceghe].

Il nome fu accolto dai movimenti irredentistici e fu largamente usato durante la prima guerra mondiale, divenendo molto popolare, per cui dopo la guerra fu introdotto come denominazione ufficiale di tutte le terre annesse al confine orientale.

Nei territori sloveni si continuò però ad usare nella dizione slava il nome di Litorale sloveno (Slovensko Primorje).” da Friuli Venezia Giulia, Touring Club Italiano, Milano, 2005, pag. 20-21

Quando si parla di “Venezia Giulia” è evidente quindi il tentativo di appiattire questa zona da sempre luogo di intreccio di genti e culture alla sola etnia italiana (qualsiasi cosa questo voglia dire).

Quindi posso capire – non giustificare però – che un fascista o un nazionalista italiano (c’è una piccola differenza: anche rifondazione comunista è un partito nazionalista per quanto in queste terre per questioni elettorali – attinge molti voti all’interno della minoranza slovena – tenda ad edulcorare le proprie posizioni filo italiane) si riferisca alla “Venezia Giulia” ma se a farlo – e sono in moltissimi – è chi ignora la questione e/o è vittima della convenzionalità del linguaggio questo non posso accettarlo.

Questo post trae spunto dalle prese per il culo di alcuni amici bisiachi e da quei patetici adesivi incollati qua e là sui cartelli stradali di questo angolo di terra abbandonato da dio e dagli uomini… [Nel rettangolino rosso uno dei malefici adesivi!]

FANCULO LA VENEZIA GIULIA!!!

 

 

PEDOFILI FASCISTI IN FRIULI: PYM FORTUYN

Volevo esprimere un riconoscimento al partito politico della Lega Nord e in particolare all’onorevole Edouard Ballaman  che tanto si è battuto perché Pym Fortuyn – secondo Ballaman un “giornalista e intellettuale” con cui condivideva l’amicizia con Theo Van Gogh – venisse seppellito in Friuli. Come se già qui non ci fossero abbastanza fascisti e pedofili…

Un riconoscimento anche all’onorevole Franco Grillini dei Democratici di Sinistra unico deputato presente nel 2002 al funerale di Fortuyn… come se ci fosse bisogno di difendere ogni omosessuale a prescindere da qualsiasi cosa. Anche dal fatto che si tratti di una persona xenofoba e (ora sappiamo) anche pedofila…

Fonte Il Piccolo 09/12/2005, pag. 5: Il leader olandese Fortuyn ebbe incontri con minorenni: Pym Fortuyn il leader politico populista e xenofobo olandese assassinato più di tre anni fa alla vigilia delle elezioni e sepolto in Italia [a Provesano in provincia di Pordenone N. d. Ceghe], ha avuto incontri sessuali con ragazzini minorenni. La notizia campeggia sui giornali dei Paesi Bassi perché uno 007, evidentemente un po’ distratto, ha dimenticato o lasciato su un’auto presa a nolo due dischetti con particolari sulla vita sessuale di alcuni uomini politici della Lista Pym Fortuyn e specie del leader, che peraltro non ha mai nascosto la sua omosessualità. «Segreti di Stato per strada» titola il «De Telegraaf»: racconta come i servizi olandesi si siano interessati alle «scappatelle sessuali» di Fortuyn per otto anni dal 1994.”

CHEL CHE TU SCUGNIS SAVÈ PAR JESSI UN VER FURLAN!

Traduzione per i non friulani: "Quello che devi sapere per essere un vero friulano!"

  

 Lezioni di Friulano #2:

 

Il fatalismo

 

 

 Continua il viaggio  de "Il Piccolo Cinico" nella lingua friulana. L’intento è quello di evidenziarne (come nella trattazione del  Porcodio) aspetti che difficilmente trovereste nei libri di grammatica, fonetica e filologia.

 

 1.Il Fatalismo

 

 E’ praticamente impossibile imparare la lingua friulana senza prima  studiare la psicologia di questo popolo.

 

 Sopratutto è  importante quando si parla il friulano "essere friulano".

 

 Caratteristica fondamentale del tipico friulano è il fatalismo.  Mai dovrete in presenza di friulani manifestare ottimismo, fiducia, speranza in qualche cosa. Vi guarderebbero subito con sospetto o verreste derisi e sbeffeggiati.

 

 Ora "essere Friulani" senza essere nati tali è molto difficile quindi nel caso vi troviate in mezzo ad un gruppo di friulani e voleste essere accettati da loro ecco alcune frasi che vi aiuteranno in questa ardua impresa.

 

 Immaginiamo di trovarci ad un banchetto che ne so, di un matrimonio di un vostro parente e per sbaglio siete finiti in mezzo alla parte friulana del parentado. Cosa dovete dire? Come dovete comportarvi?

 

 Il tempo (atmosferico)

 

 E’  uno degli argomenti prediletti dai friulani. Popolo per lo più contadino (o comunque di origini contadine) segue con particolare interesse l’evolvere della situazione meteorologica.

 

 Quindi nel caso fortuito in cui dovesse iniziare a piovere (bastano due gocce!) dovrete dire(possibilmente a voce alta, bocca piena di cibo e battendo con vigore il pugno sul tavolo  facendo sobbalzare tutte le stoviglie):

 

 ( @ sta per una bestemmia qualsiasi)

 

 @ , màsse ploe chist an! Il vin nol fàs gradasiòn!

 

 (tr. troppa pioggia quest’anno, il vino non acquisterà un sufficiente tasso alcolico!)

 

 Se pronuncerete questa frase verrete accolti da un coro di consensi. Più di qualcuno puntandovi col dito pronuncerà questo tipico climax:

 

 Bèn dìte!

 

 Bèn sunàde!

 

 Bèn cjantàde!

 

 Dopo un po’ se siete fortunati smetterà di piovere. A quel punto voi esordirete con:

 

 @,màsse sèc chist an! Dùte la blave in corèe!

 

 (tr. troppa siccità quest’anno! Tutto il granturco è ammalato)

 

 E riceverete un altro coro di applausi, fischi, pugni sul tavolo e di

 

 "Bèn dìte!Bèn sunàde!Bèn cjantàde!"

 

 Infine se proprio volete essere osannati e portati in trionfo (anche se non centra nulla col discorso) enunciate:

 

 @, tànt tribulàsi par quàtri panòlis!

 

 (tr. quanta fatica per quattro pannocchie!)

 

 L’attualità

 

 Ad un certo punto con buona probabilità il discorso verterà sui fatti di attualità.

 

 In questa epoca di intossicazioni alimentari, mucche pazze, acqua con diossina e altro il pessimismo friulano ha raggiunto i massimi livellli.

 

 Quindi:

 

 Se parleranno di falde acquifere inquinate, diossina negli acquedotti e simili dovrete dire ad uno qualsiasi dei commensali:

 

 Bèf aghe tu!

 

 (tr. Bevi acqua te!-nel senso di "e vedrai cosa ti aspetta").

 

 In caso invece di mucca pazza e carni avariate:

 

 Mangje cjàr tu!

 

 (trad. Mangia carne te!E poi vedi…)

 

 La persona che avete indicato risponderà in uno dei seguenti modi:

 

 -Propite! (proprio!)

 

 -Vere che! (questo è vero!)

 

 -A me mi dìtu? (a me lo dici?)

 

 -Sigùr, po’!  (sicuro!)

 

 Tralascio il  caso di discorsi sulla politica in quanto il friulano non differisce molto dalle altre etnie in quanto a insofferenza, delusione e disfattismo.

 

 3. Una precisazione di carattere fonetico.

 

 Le consonanti affricate palatali friulane.

 

 Come si pronunciano "Cj" e "Gj" ?

 

 In italiano, come forse già vi è noto, le lettere  "C" e "G" possono indicare i seguenti fonemi:

 

 C  come cane, pacato, calamaro       consonante esplosiva sorda velare

 

 C  come faccia, doccia, ciano           consonante affricata sorda palatoalveolare

 

 G come gallo,ruga, godére                  consonante esplosiva sonora velare

 

 G come formaggio, giada, maggio       consonante affricata sonora palatoalveolare 

 

 In alcune zone del Friuli (come Manzano, Cividale e Percoto) le consonanti affricate (sorda e sonora) da palatoalveolari divengono palatali (cioè la lingua invece di aderire con la punta agli alveoli dentari degli incisivi , viene tenuta più indietro ed entra in contatto con il solo palato).

Per evidenziare questa particolarità i due fonemi vengono trascritti con "cj" e "gj". Quindi per pronunciare "cjase" (casa) dovete premere la parte centrale della lingua contro il palato senza toccare gli alveoli degli incisivi ed emmettere la parola ciase. Ovviamente la lingua va liberata dopo la pronuncia della sillaba "cia". Sottolineo che non è "chiase" cioè la consonante esplosiva sorda velare come si sarebbe portati a credere dopo un primo e  non attento ascolto.

Le bestemmie

 

Una precisazione di carattere fonetico  

CHEL CHE TU SCUGNIS SAVÈ PAR JESSI UN VER FURLAN!

Traduzione per i non friulani: "Quello che devi sapere per essere un vero friulano!"

 

 Lezioni di Friulano #1

 
  Il "Porco dio".  
 

 Sommario:

1. Porco dio esortativo.  

2. Porco dio incazzativo.
3. Porco dio come attributo.
4. Il porco dio come "eccetera".
5. Il porco dio come "nulla".
6. Il porco dio per intercalare

 

Vorrei subito chiarire una questione. La parola "porcodio" in Friulano non può essere considerata una bestemmia altrimenti il 99% dei Friulani (fatto di donne, bambini, arzille vecchiette, ottuagenari più o meno sclerati) sarebbe destinato alle fiamme dell’inferno. Ora, considerata la religiosità del "popul furlan" e l’infinita intelligenza di Dio non credo che proferire il vocabolo in esame possa ritenersi peccaminoso.
 

1. Porco dio esortativo.

 

Viene posto all’inizio di una frase imperativa come rafforzativo di un esortazione a compiere un determinato gesto o azione.

 

Il muratore friulano dirà al giovane aiutante che non collabora attivamente:

 

-Porco dio! Dami chel marcjel!

 
Trad.: -Forza! Dammi quel martello.
 

2. Porco dio incazzativo.

 
A differenza del precedente viene posto alla fine della frase e perdendo la funzione sintattica assume unicamente una funzione semantica indicante collera e insoddisfazione.

Sempre il muratore al giovane aiutante apprendista

 – Dami chel marcjel, porco dio!
Trad.:- Dammi quel martello, accipicchia!

Prerogativa del friulano è l’ uso del "porco dio" per indicare "persona per la quale non si nutre eccessiva simpatia".
 

3. Porco dio come attributo.

Un tale si lamenta perché il vicino di casa non taglia da diverso tempo la siepe alta ormai più di 6 metri:  
– Chel porco dio mi lasse cresi la cise e tal ort i pomodòros patìsin!
 Trad.: -Quel cretino mi lascia crescere la siepe e nel mio orto i pomodori ne risentono.

Anche riferita ad animali e oggetti:

 – Chel porco dio di cjan mi pisse te salate!
 
Trad.: – quello stupido di cane mi orina nell’insalata.
 

Oppure il tale al vicino di casa camionista che spesso gli ostruisce l’ingresso con il suo camion parcheggiato sulla strada.

 
 – Ou, no tu puadarésis tignì un pòc plui in su, chel porco dio di càmion?
 
 Trad.: -Ehi, non potresti parcheggiare un po’ più in là quel camion, per cortesia?
In questo caso è più frequente la variante "porco di dio" perché conferisce alla frase maggiore ritmicità.

 

 
 4. Il porco dio come "eccetera".  
Un’altra peculiarità del Friulano è l’uso del "porco dio" invece di eccetera.

 

Un tale si lamenta perché dopo tante analisi cliniche il suo medico non ha ancora capito l’origine dei suoi disturbi:
– O’ai fàt la gastroscopìe, l’analisi dal sanc e da urìnis, la colonscopie, i ràgjos, le tac, e ‘l porco di dio… e chel cjastron (per non ripetere porco dio!) non ‘a capit ce ca pol jessi.
Trad.: Ho fatto la gastroscopia, l’analisi del sangue e delle urine, la colonscopia, i raggi, la TAC, eccetera… e quell’impedito non ha capito di cosa si tratta! (si provi a ripetere la frase con il porco dio standard e si vedrà che la perdita di una sillaba toglie ritmo al citato elenco)
 

5. Il porco dio come nulla.

– No soj rivàt a fa’ un porco dio.
Trad.: non sono riuscito a combinare nulla
 

6. Il porco dio per intercalare come insomma, quindi, ma,…

 Più raro, usato comunemente dai bestemmiatori incalliti. Difficile da rendere per iscritto.