Le strade e i nomi dei partigiani

Messaggero Veneto, 9 luglio 2014

Tornando a Udine – di cui sono originario – ho notato che in alcune vie cittadine intitolate a combattenti partigiani con il cambio dei cartelli stradali ne sono stati eliminati i nomi di battaglia.

Le strade in questione sono: via Pietro Maset nome di battaglia ‘Maso’, via Mario Foschiani ‘Guerra’, via Silvio Marcuzzi ‘Montes’ tutte comprese nella zona chiamata ‘Villaggio Resistenza’ nel quartiere detto Riccardo Di Giusto all’estremità orientale della città.

Si tratta evidentemente di una dimenticanza dal momento che nei cartelli delle vie vicine sempre intitolate a caduti partigiani (ad esempio nella via parallela intitolata a Giuseppe Gozzer compare tuttora il nome di battaglia ‘Franco’).

Nonostante l’amministrazione comunale non abbia risposto ad un mio messaggio in cui rendevo nota questa lacuna, sono certo che il comune di Udine – città decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza – provvederà al più presto a ripristinare nella cartellonistica i nomi di questi eroici combattenti come accadeva in precedenza.

Luca Meneghesso Continue reading

Volpe in gabbia!?

Notizia di ieri Diego Volpe Pasini – ritenuto dai più maggiormente pericoloso del suo quasi omonimo (che in quanto Volpe è pure lui in gabbia condividendo l’amaro destino di questi simpatici mammiferi considerati fonte di pelliccia e di cui portano indegnamente il nome) appartenente alle Bestie di Satana – il destro (ma sarebbe meglio chiamarlo mal-destro visti i suoi continui guai con la giustizia) sdoganato a sinistra dal magnifico Furio è stato arrestato perché non pagava gli alimenti alla ex moglie… Pare le abbia pure detto in un momento di triestinità immotivata “magnime’l cul e spudime il buso” frase che ha esacerbato vieppiù la ex consorte c’è da credere… I problemi di volpe con gli alimenti sono del resto annosi almeno a partire della famosa questione dell’uva che tuttora gli turba le notti…

Se non fosse che i ricchi – ancorché bancarottieri – non finiscono in carcere tanto più se sono politici sarebbe bello il nostra Diegghe finisse in cella con qualche zinghero o extracomunistario così potrebbe illustrargli meglio le sue idee su campi nomadi e sicurezza… certo con lui dentro si sta più sicuri fuori: ora finalmente si è capito che la delega alla sicurezza era da intendersi nel senso che è stato consegnato ai secondini…

Storia di Roberto

da Sconfinamenti n. 6, dicembre 2004

Ero come il milite ignoto della Russia e mi picchiavano.

Roberto

Nel ’41 a mezzanotte sono nato io nel civile, mia mamma ha subito uno shock perché ero nato in tempo di guerra: bombardavano Treviso, Padova, Milano, Roma, Napoli…

Quando non lavoravo da ragazzo andavo al campo scuola a Paderno, o a fare il bagno nella roggia, poi ero elegante: la farfallina celeste, gli occhiali, il cappellino.

Nel 1945 a quattro anni ero all’Olimpia e gli americani applaudivano, andavano per strada, davano cioccolata, sigarette, caricavano le donne: era una meraviglia. Poi finita la guerra sono passati i carri armati in viale Tricesimo, facevano buche nell’asfalto così.

L’Opp di Udine, un distaccamento di partigiani, soldati rientrati dalla Russia e dai distaccamenti tedeschi quando venivano con i treni merci tutti ammucchiati i soldati. Era la milizia, no. Quando vedevano qualcuno ubriaco per le vie, all’una, mezzanotte, li portavano al comando e li interrogavano. Continue reading